Un appello diretto, senza giri di parole, rivolto alle aziende del territorio e a tutti coloro che hanno a cuore Caserta e le sue realtà sportive. Massimo Vecchione rilancia con forza la necessità di sostenere la Casertana e, più in generale, lo sport casertano. «Le aziende che lavorano in questo territorio, in questa provincia, devono dare un segnale di presenza a noi casertani», ha sottolineato Vecchione, richiamando l’attenzione sul ruolo che il tessuto imprenditoriale può avere nella crescita delle realtà sportive cittadine. Il riferimento non è soltanto alla Casertana. «Sostenere la Casertana, le realtà sportive di Caserta, i progetti sani di Caserta, è importante», ha spiegato. Secondo Vecchione, non è possibile che aziende che lavorano e fatturano sul territorio scelgano di investire in altri contesti senza destinare almeno una parte delle proprie risorse alle iniziative positive della città. «Non è possibile stare in questo territorio e far finta che non esiste il calcio, non esiste la pallavolo, non esiste il basket, non esistono gli eventi», il suo messaggio. E ancora: «Le realtà che hanno possibilità di sostenere lo sport devono sostenere lo sport. Devono unirsi a noi, devono essere squadra». «Chi per 5.000, chi per 10.000, chi per 100.000 euro» Vecchione rivendica anche il percorso compiuto finora, spesso contando sulle proprie forze e su quelle del presidente della Casertana, Giuseppe D’Agostino. «Erano anni che avrei voluto fare un appello un po’ più accurato. Io vado sempre avanti con le mie forze, così con gli eventi: non ho contributi pubblici, è tutto privato», ha raccontato. Lo stesso discorso, secondo Vecchione, vale per la Casertana, dove il progetto è stato sostenuto attraverso le proprie conoscenze e i partner che hanno creduto nell’iniziativa. Ma adesso, sostiene, è arrivato il momento che il territorio faccia la propria parte: «Ora è il momento che tutti scendano in campo, chi per 5.000 euro, chi per 10.000 euro, chi per 100.000 euro e chi per di più». Il dato che più lo colpisce è l’assenza, ancora oggi, di un main sponsor sulla maglia della Casertana: «Non è possibile che questa maglia ad oggi non abbia il main sponsor». «I 64 sponsor sono 64 amanti della città» Vecchione però sottolinea anche il valore di chi ha già scelto di sostenere il club. «Ho tanti sponsor importanti che amano Caserta», ha spiegato, riferendosi ai 64 partner già presenti. E lancia un invito preciso ai tifosi: «Voi li dovete leggere, e io non vi dico dove dovete andare a fare cosa, ma dovete leggere chi ha deciso di sostenere la Casertana e dovete sostenerli da tifosi della Casertana, da casertani». La maglia, però, resta ancora senza il nome del main sponsor. Una scelta che, in alcuni casi, è stata anche consapevole: «Molti di questi, anche dandomi un contributo importante, mi hanno detto: “Massimo, noi te lo diamo, ma la maglia te la lasciamo libera, perché puoi fare qualcosa di importante”». Da qui il nuovo appello: «Io vi invito a riempire questa maglia, a chiamarci, a rispondere all’appello». Le maglie della partita all’asta per beneficenza L’appello alle imprese si accompagna a un’iniziativa concreta di solidarietà. Tutte le maglie indossate dai calciatori della Casertana nella partita, una volta sudate e firmate dagli stessi giocatori, saranno messe all’asta sulla pagina ufficiale del club. La base partirà simbolicamente da 50 euro e il ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza. «Tutto quello che raccoglieremo sarà dato in beneficenza a delle associazioni che abbiamo individuato», ha annunciato Vecchione. L’asta partirà dalla prossima settimana e sarà gestita attraverso i canali della Casertana. «La maglia ve la potete comprare per 51 euro, per 1.000 euro: tutto quello che raccoglieremo sarà dato in beneficenza». Un’iniziativa che vuole diventare anche un ulteriore messaggio alla città: «Spero che questo sia un appello sentito da chi su questa città e su questa provincia si è arricchito. Eppure ora che in tutto questo mare una goccia la lascia pure». «In difesa della Casertanità» Il concetto centrale dell’intervento di Vecchione è quello della partecipazione collettiva. Non soltanto una questione economica, ma una forma di appartenenza. «In difesa della Casertanità e della maglia della Casertana», ha ribadito, spiegando che il sostegno del territorio è fondamentale per provare a portare a compimento il progetto sportivo e «realizzare un sogno che voi tutti sapete che abbiamo». Poi un pensiero al presidente D’Agostino, protagonista di questi anni alla guida del club: «È venuto pure il momento che la vita e il calcio dia qualcosa al presidente D’Agostino, che ha dato tutto per la Casertana». «Sono sicuro che lo stadio a Caserta si farà» Nel corso dell’intervento non è mancato anche un riferimento al nuovo stadio. Vecchione ha spiegato che il Comune ha chiesto il coinvolgimento del CCT per dirimere alcuni aspetti tecnici e amministrativi e che i commissari e il consorzio stanno lavorando alla soluzione. «Ci metteremo un mese, due, tre. Quando diranno lo stadio si fa secondo questa condizione o secondo quest’altra condizione, il consorzio si è reso disponibile in ognuno dei due casi a fare quella che è la strada più giusta». Il messaggio, però, è netto: «Noi attendiamo, ma siamo fiduciosi. E come dico sempre a tutti, io sono sicuro che lo stadio a Caserta si farà. Noi vedremo il nuovo stadio». «Il main sponsor? Il problema non è la mancanza di aziende» Infine, una riflessione sulla condizione economica della città e sulla difficoltà di trovare un grande sponsor per la Casertana. Vecchione non ritiene che la spiegazione possa essere semplicemente individuata in una situazione economica difficile. «Non può essere che non ci sia uno stato florido quando c’è un piano marketing che parte da 5.000 euro e ti propone uno sponsor da 5, da 10», ha affermato. La sua analisi parte dai numeri: «Oggi 5.000 euro è uno sponsor che un’attività normale in questa città può fare per promuoversi, avendo 36 giornate di visibilità, biglietti gratuiti per venire alla partita, iniziative con i calciatori e possibilità di utilizzare il marchio della Casertana». E il ragionamento diventa ancora più diretto: «Se la dividiamo in dieci mesi sono 500 euro al mese. Se è da 10.000 euro sono 1.000 euro al mese. Io non penso che non ci sia un’attività importante che possa fare questo». Per le aziende più strutturate, invece, il discorso è ancora più semplice: «Quelle floride potrebbero proprio fare tutta la maglia domani mattina con uno squillo, togliendo una goccia da quello che spendono e darla a noi». «Ma che spendano dove vogliono», ha concluso Vecchione, riconoscendo il diritto delle aziende a investire anche in altri territori. «Però quello che costa fare il main della Casertana è una goccia nel mare». Il suo appello, dunque, resta uno: Caserta faccia squadra. Per la Casertana, per lo sport e per tutte quelle realtà positive che possono contribuire a rilanciare il territorio.
