Un primo giorno di scuola difficile da dimenticare per gli studenti dell’Istituto Salesiani Sacro Cuore di Maria di Caserta. Tra sorrisi, emozioni e tanti selfie, questa mattina la scuola ha aperto le sue porte anche ai protagonisti dello sport casertano. A fare visita agli studenti è stata la Juvecaserta, guidata dal capitano Mimmo D’Argenzio, insieme al presidente Francesco Farinaro, al club manager Biagio Sergio e al collaboratore Umberto Palmiero. Con loro anche la Casertana Calcio, rappresentata dal direttore sportivo Alessandro Degli Esposti e dal club manager Vincenzo Vasca. Ad accoglierli il direttore dell’Istituto, don Fabio Bellino. Nel teatro Don Bosco, davanti agli alunni delle elementari, delle medie e del liceo, sport e scuola si sono incontrati in un momento ricco di significato. Per i giocatori della Juvecaserta, molti dei quali hanno vissuto proprio tra quei banchi una parte della loro adolescenza, è stato anche un emozionante ritorno a casa. E da ex studenti è arrivato un messaggio semplice, ma prezioso: vivere fino in fondo questi anni, fare amicizia, studiare, credere nei propri sogni e coltivare le proprie passioni. «Quello della scuola è il momento per tante amicizie. Godetevi il periodo più bello della vita», ha detto Darmir Hadzic. Teo Laganà ha invitato i ragazzi a non smettere mai di credere in se stessi: «Bisogna credere sempre in quello che si fa con amore e passione». Poi le parole del capitano Mimmo D’Argenzio, anche lui ex alunno dei Salesiani, che con il suo sorriso ha ricordato ai ragazzi di «studiare il giusto, senza esagerare». Applausi, fotografie e selfie hanno chiuso l’incontro in teatro. Prima dei saluti, D’Argenzio ha consegnato a don Fabio Bellino una maglia celebrativa della storica promozione della Juvecaserta in A2. Ma la sorpresa più bella è arrivata per i più piccoli: i giocatori sono entrati direttamente nelle classi delle elementari, rispondendo alle domande e alle curiosità degli alunni. Per qualche ora quei corridoi sono diventati un piccolo palcoscenico di sogni. Perché, proprio come nello sport, anche a scuola si impara che per raggiungere un traguardo servono impegno, passione e soprattutto la voglia di crederci.
