Non è questa un’estate facile per i nostri amici alberi che con un clima torrido come quello di quest’anno sono sottoposti a stress idrico ma anche ad una intensa fotosintesi clorofilliana. Sole e luce non sono mancati, neppure l’anidride carbonica ma per sintetizzare ossigeno necessitano di un terzo componente fondamentale, l’acqua che possiamo dire senza tema di smentita non è stata copiosa in questi mesi estivi. E allora ci hanno pensato i volontari della Lipu Caserta, una delle associazioni ambientaliste più importanti d’Italia, delegato della Lipu Caserta l’agronomo Matteo Palmisani. Le iniziative della Lipu Caserta si concentrano principalmente presso L’Oasi Lipu di Soglitelle a Villa Literno ma i volontari non trascurano il verde della nostra città e quello del Campo Laudato sì, ex Macrico. Di seguito elenco gli interventi che gli instancabili volontari anche col caldo agostano hanno realizzato sul territorio col gruppo Giardinieri senza Frontiere. A piazza Vanvitelli hanno porato acqua ai leccini e alle altre piante, alla quercia e ginko a piazza Cattaneo, agli alberi di Via Appia e del viale Ellittico: gli aceri giapponesi piantati e mai curati dalle istituzioni hanno regolarmente ricevuto l’acqua dai volontari in una vera e propria due giorni di soccorso contro la poderosa offensiva della calura e del cambiamento climatico. La Lipu collabora pure col Campo Laudato con un gruppo di volontari che si occupa della semina di aree dedicate come l’orto botanico, è stato usato un reperto bellico come semenzaio, si occupano del decoro del verde, del roseto. È proprio al Campo Laudato sì che è stato effettuato il primo depaving di un magnifico Pinus pinea, il pino domestico.
Ma che cos’è il depaving o depavimantazione?
È la pratica di rimuovere gli strati di asfalto, cemento, coperture impermeabili all’acqua, per restituire lo spazio alla natura e ripristinare un suolo permeabile. Questa soluzione è nata nel 2008 a Portland e oggi è utilizzata su larga scala e in molte città italiane anche grazie all’uso della tecnologia Air Spade.
A cosa serve il depaving?
Il depaving trasforma le aree urbane impermeabili in spugne e serve principalmente a prevenire gli allagamenti perché l’acqua piovana si infiltra nel terreno anziché sovraccaricare le fognature; mitiga le isole di calore: le piante assorbono meno calore del cemento e rinfrescano l’aria con la traspirazione di vapore acqueo.
Come viene eseguito?
Occorre un’analisi preliminare del sottosuolo per evitare di intercettare con l’operazione di rimozione del cemento o asfalto tubature, cavi elettrici, eventuali vuoti sotterranei. Viene rimosso lo strato superficiale di copertura del terreno con mezzi meccanici o con semplici pale da giardiniere. Si procede con uno scavo non invasivo per le radici, vengono rimossi gli strati di pietrisco e la decomposizione del suolo compresso, si rigenera il terreno con aggiunta di compost, terra fertile e sostanza organica per riattivare la vita microbiologica del suolo, infine si semina prato o si piantumano arbusti e alberi.
Perché è utile farlo proprio alle radici degli alberi?
Spesso gli alberi in città vivono in piccoli spazi o aiuole circondate da cemento. Effettuare il depaving intorno al loro apparato radicale è vitale per diversi motivi: l’acqua e i nutrienti penetrano nel terreno raggiungendo le radici evitando che l’albero soffra la siccità cronica tipica dei contesi urbani; le radici respirano usando l’ossigeno evitando l’asfissia radicale; con il depaving le radici tendono a svilupparsi più in profondità in modo naturale con una migliore conservazione del manto stradale e dei marciapiedi. L’apparato radicale che si sviluppa in profondità rende l’albero più stabile riducendo drasticamente il rischio che l’albero crolli durante i temporali o le raffiche di vento. Ultimo ma non ultimo in ordine d’importanza prolunga la vita dell’albero.
Insomma, sarebbe auspicabile che la nostra città attuasse un progetto di depaving usando anche la tecnologia Air Spade.
Per ora grazie e buon lavoro ai volontari LIPU fra gli altri a Claudio Ferruccio, Nicola Zampella, Pietro Scola, Paolo Gismundo, Vittoria Di Costanzo, Giuseppe Carfora.
Enza Sesio biologa, docente di Scienze Naturali

