Si è chiusa negli ultimi giorni a Guiyang, in Cina, la seconda fase della World Boxing Cup 2026, appuntamento internazionale che ha visto salire sul ring circa 300 atleti provenienti da 40 nazioni, tra cui una rappresentanza azzurra composta da quattro uomini e due donne.
L’Italia torna a casa con un bilancio di prestigio: due medaglie d’argento e un bronzo, risultati che confermano la crescita del movimento pugilistico nazionale anche in contesti di altissimo livello.
Protagonista assoluto tra gli uomini è stato il casertano Paolo Caruso, atleta delle Fiamme Oro, cresciuto nel vivaio della Casertana Boxe del tecnico Francesco Pagliaro.
Caruso vicecampione nei -85 kg
Il pugile azzurro ha raggiunto la finale della categoria 85 kg, dopo un percorso convincente culminato con il successo in semifinale contro l’uzbeko Isroilov. Nell’atto conclusivo, però, Caruso si è arreso al francese Tadah, chiudendo così la competizione con la medaglia d’argento.
Un risultato che conferma il valore internazionale dell’atleta campano, già protagonista nelle categorie giovanili e oggi stabilmente nel panorama élite.
Un palmarès già ricco nonostante la giovane età
Caruso può vantare un curriculum di assoluto rilievo:
- 4 titoli italiani
- vicecampione d’Europa
- vicecampione del mondo youth nei 85 kg
Un percorso che lo colloca tra i prospetti più interessanti della boxe italiana e che trova ulteriore conferma nella prestazione offerta in Cina.
L’Italia chiude con tre medaglie complessive
La spedizione azzurra a Guiyang si è conclusa con:
- 2 argenti (Charaabi nei 54 kg femminili e Caruso negli 85 kg maschili)
- 1 bronzo (Guidi Rontani nei 75 kg maschili)
Un bottino che certifica la competitività della squadra italiana in un torneo di livello mondiale e che rappresenta un segnale positivo in vista dei prossimi impegni internazionali.
Orgoglio per Caserta e per la Casertana Boxe
Il risultato di Caruso assume un valore particolare anche a livello territoriale: il suo argento mondiale rappresenta un motivo d’orgoglio per la città di Caserta e per la palestra del Team Pagliaro, da anni considerata una vera fucina di talenti del pugilato italiano.
