A Caserta Villa Giaquinto è ancora dietro le transenne. Il progetto di riqualificazione finanziato con i fondi del Pnrr procede a singhiozzo e, dopo l’ennesima interruzione, il Comitato che da un decennio si prende cura dello spazio verde ha deciso di riportare la questione al centro del dibattito cittadino. L’appuntamento è fissato per sabato 17 ottobre, alle 16.30, davanti alla Prefettura di piazza Vanvitelli. L’obiettivo è chiedere chiarezza sui tempi dell’intervento e, soprattutto, una ripresa effettiva dei lavori. La vicenda ha avuto inizio nell’ottobre dello scorso anno, quando Villa Giaquinto è stata chiusa al pubblico per permettere l’avvio del programma di rigenerazione urbana promosso dal Comune di Caserta. Il cantiere è entrato formalmente in attività il 22 ottobre, ma poche settimane dopo è arrivato il primo stop. Da allora, il Comitato ha continuato a monitorare l’andamento dell’intervento, sollecitando il Comune e chiedendo che il progetto tenesse conto delle esigenze espresse negli anni dagli abitanti. Un confronto particolarmente significativo si è sviluppato nel corso della primavera e, ad aprile, ha portato all’approvazione di una variante progettuale senza incremento dei costi complessivi. La modifica avrebbe consentito di preservare alcune delle funzioni più importanti del parco: il campo di calcetto e i playground, oltre alla realizzazione di un nuovo sistema di illuminazione e di un impianto di irrigazione destinato alla cura del prato. Per qualche settimana il cantiere è sembrato finalmente ripartire. Poi, alla fine di luglio, una nuova interruzione ha riportato tutto al punto di partenza. Da quel momento, denunciano i volontari, le attività non sono più riprese. È questo il nodo sul quale il Comitato intende ora chiedere risposte precise alle istituzioni. A farsi portavoce delle preoccupazioni è Ferdinando Errichiello, tra gli attivisti che in questi anni hanno contribuito alla gestione quotidiana dell’area, occupandosi della manutenzione, delle giostre e delle iniziative culturali. Per il Comitato, Villa Giaquinto non è semplicemente un’area verde da riqualificare. È uno spazio pubblico che negli anni è diventato un punto di riferimento per famiglie, bambini, ragazzi e anziani, grazie anche a una gestione partecipata costruita dal basso. La chiusura prolungata del parco, quindi, viene considerata come una perdita per l’intera comunità, soprattutto in una città nella quale gli spazi verdi e le aree pubbliche attrezzate non sono sufficienti a rispondere alle esigenze dei quartieri. Da qui la scelta di rivolgersi direttamente al Prefetto. Il Comitato chiede che venga fatta luce sulle ragioni dell’ennesimo blocco e che venga individuato un percorso capace di riportare il cantiere a regime. Le richieste sono circoscritte e precise: la ripartenza immediata dei lavori e l’apertura di un tavolo tecnico permanente, con incontri almeno mensili e la partecipazione dei rappresentanti comunali. Un confronto che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe consentire ai cittadini di conoscere in modo trasparente lo stato dell’intervento, le eventuali criticità e soprattutto la data prevista per la restituzione del parco alla città. Prima della manifestazione in Prefettura è già stato organizzato un momento di preparazione. Sabato 10 ottobre, alle 16.30, cittadini e volontari si ritroveranno a Villa Giaquinto per un laboratorio partecipato dedicato alla realizzazione di striscioni, cartelli e altri materiali destinati alla mobilitazione. Il messaggio che il Comitato intende lanciare è netto: dopo mesi di chiusura e nuovi rinvii, la comunità chiede che Villa Giaquinto torni a essere uno spazio vivo e accessibile. E chiede alle istituzioni di indicare con chiarezza quando e come questo potrà accadere.
