La consigliera regionale: “Un’omissione procedimentale che rischia di produrre effetti distorti sui PAD comunali. Il caso Bacoli è emblematico: aree in concessione alle Forze armate inizialmente conteggiate come spiagge libere”.
“Il Piano di utilizzazione delle aree demaniali della Regione Campania è stato approvato senza la preventiva audizione dell’Autorità marittima? Se così fosse, siamo davanti a una questione procedimentale che non può essere liquidata come un semplice dettaglio, perché rischia di produrre conseguenze concrete anche nella successiva approvazione dei PAD comunali”.
È quanto sollevato dalla consigliera regionale Angela Parente, in quota Forza Italia, nel corso di un’interrogazione in consiglio regionale sul procedimento di approvazione del PUAD regionale.
“Siamo venuti a conoscenza del fatto che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e quindi l’Autorità marittima, non sarebbe stato coinvolto nell’ambito del procedimento di formazione del PUAD – spiega Parente –. Ho chiesto quindi alla Giunta di verificare se il procedimento possa considerarsi effettivamente perfezionato oppure se sia necessario intervenire per una sua revisione”.
Secondo la consigliera, il tema assume particolare rilevanza alla luce degli effetti che il PUAD produce sui successivi strumenti comunali di pianificazione delle aree demaniali. “Non possiamo approvare un piano regionale e poi ritrovarci, nella sua applicazione a livello comunale, di fronte a situazioni paradossali. Il caso di Bacoli è emblematico. Nel PAD comunale, alcuni tratti di spiaggia in concessione alle Forze armate erano stati individuati nell’ambito della quota di spiaggia libera. Ma si tratta di aree sulle quali il Comune non esercita quella disponibilità che sarebbe necessaria per poterle considerare, ai fini della pianificazione, come effettivamente fruibili secondo le modalità previste per le spiagge libere”.
Nel corso della seduta, l’assessore Cuomo ha riferito che la problematica esiste e che il parere dell’Autorità marittima dovrebbe essere acquisito dai Comuni nella fase di approvazione dei singoli PAD. Sul caso specifico di Bacoli, l’assessore ha inoltre riferito che il sindaco avrebbe successivamente modificato l’impostazione, escludendo le spiagge in concessione alle Forze armate dal computo della quota di spiaggia libera.
“Prendo atto della risposta dell’assessore – conclude Parente – ma proprio quanto accaduto a Bacoli dimostra che il problema non può essere ignorato. Se l’Autorità marittima deve essere coinvolta per evitare errori nell’individuazione delle aree e nella definizione delle quote di spiaggia libera, occorre chiarire perché questo confronto non sia avvenuto già nella fase regionale di formazione del PUAD. La Regione deve fare piena chiarezza sul procedimento seguito nel 2024 e sulle eventuali conseguenze dell’omessa interlocuzione con l’Autorità marittima. Non possiamo rischiare che un vizio o un’omissione nella fase regionale venga semplicemente trasferito sui Comuni, costringendoli a correggere successivamente i propri strumenti di pianificazione. Servono regole chiare, procedure corrette e soprattutto certezza per i Comuni, per i concessionari e per i cittadini”.
