I giorni scorsi si è tenuto un “incontro operativo”, aperto a un folto e interessato pubblico, presso la sede dell’Ordine degli Architetti sita in Corso Trieste di Caserta, con il Presidente Tommaso Garofalo, i membri della Commissione Cultura (Giancarlo Pignataro, Riccardo Ragozzino e Carmine Lettieri), Mauro Nemesio Rossi, responsabile del Museo Olivetti di Villa Vitrone, e lo studioso Matteo Olivetti, nipote di Adriano Olivetti e divulgatore della lezione olivettiana. Durante l’incontro, Matteo Olivetti ha sottolineato che parlare di Adriano Olivetti “ci offre gli strumenti per spiegare l’importanza del lavoro, della responsabilità sociale e del rispetto per l’ambiente in cui viviamo”.
L’arch. Pignataro ha ricordato che sul finire del ‘700, Robert Owen con New Lanark sperimentava un avveniristico laboratorio sociale, senza sapere che già alcuni lustri prima, sulle teorie della “economia della felicità” di Antonio Genovesi, gli illuminati Re Ferdinando e l’arch. Collecini le avevano già sperimentate al Real sito di San Leucio.
Gli architetti casertani hanno anticipato il canovaccio dell’interessante progetto intitolato: “L’utopia del fare: Olivetti e I suoi architetti” dedicato a illustri professionisti che hanno rafforzato la propria fama operando nel segno della visione di Adriano Olivetti: il napoletano Luigi Cosenza, il designer Ettore Sottsass e gli architetti Zanuso e Vittoria che hanno progettato lo stabilimento Olivetti di Marcianise.
