Don Stefano accende un mese di festa che unisce fede, “Nostalgia 90” e accoglienza
Torna uno degli appuntamenti più attesi e sentiti dell’estate casagiovese, un momento preciso dell’anno in cui l’identità di una comunità si risveglia, riscoprendo le proprie radici e proiettandosi, al contempo, verso il futuro. Questo momento coincide con l’inizio di luglio, quando la città si trasforma nel cuore pulsante della spiritualità vincenziana. Con la grande Festa Popolare in onore di San Vincenzo de’ Paoli, iniziata il 30 giugno e in corso fino al 21 luglio, la città di Casagiove si prepara a vivere un mese intero all’insegna della fede, della tradizione e della solidarietà.
Negli ultimi anni, la comunità di Casagiove ha assistito a una profonda metamorfosi della propria festa più sentita, che ha cambiato volto grazie alla straordinaria visione pastorale del parroco della Chiesa di San Michele Arcangelo, don Stefano Giaquinto, che è stato capace di scardinare la rigidità delle vecchie tradizioni per trasformarle in occasioni vive di partecipazione di massa e riscatto sociale. Il parroco ha saputo rimettere al centro l’essenza stessa del messaggio di San Vincenzo: l’attenzione totale verso gli ultimi, i fragili e chi vive nel bisogno. Don Stefano è riuscito a trasformare una tradizionale ricorrenza patronale in un momento di aggregazione e inclusione sociale, capace di coinvolgere tre intere generazioni e richiamare l’attenzione anche a livello nazionale. Un cammino comunitario che quest’anno assume una luce ancora più intensa sotto la guida carismatica e infaticabile di don Stefano. Non si tratta, però, di una semplice festa patronale o di un mero elenco di appuntamenti liturgici: è un autentico cammino comunitario, un laboratorio sociale a cielo aperto che per quasi un mese coinvolgerà migliaia di fedeli, cittadini e visitatori. Per questa edizione 2026, don Stefano ha scelto uno slogan che sintetizza alla perfezione il suo operato e lo spirito della comunità: “La carità è inventiva fino all’infinito”. Questa frase celebre del “Santo della Carità” non è un semplice motto da esporre sugli striscioni, ma un mandato operativo. Non si tratta solo di parole, ma di un programma concreto che unisce momenti di profonda spiritualità a gesti tangibili di aiuto verso i più bisognosi, i malati e i giovani. Sotto la sua guida, la parrocchia è diventata un solido punto di riferimento per la spiritualità vincenziana.
Il programma di quest’anno si distingue per una straordinaria densità di eventi, pensati per intercettare i gusti e le sensibilità di ogni fascia d’età. Il culmine delle celebrazioni si toccherà domenica 19 luglio, la giornata che don Stefano definisce come il momento in cui “la fede incontra la storia”. Si tratta di un appuntamento incuneato tra altri che non possono passare inosservati: il Pizzafestival, la Notte della Tammorra, le commoventi serate musicali dedicate alla canzone partenopea con le melodie colte del “Viaggio nella canzone partenopea”, il ritmo ancestrale dei Bottari della Cantica Popolare con Stany Roggiero e lo show nazionale “Nostalgia 90” previsto per il 20 luglio sono l’esempio di quanta ricchezza e varietà una “semplice” festa popolare possa offrire a chi sceglie di recarvisi. Il tutto non preclude spazio ad importanti momenti di preghiera comune partecipata: il primo è l’“Adorazione sotto le stelle”, appuntamento intriso di un carico emotivo e spirituale unico, che don Stefano ha pensato come un momento di assoluto silenzio, lontano dal clamore e dai rumori della festa; un invito rivolto in particolare ai giovani per fermarsi, ascoltare la propria coscienza e ritrovare la pace interiore nella notte del mondo. Il secondo momento di preghiera comunitaria sarà proprio il 19 luglio, quando la sacra immagine di San Vincenzo de’ Paoli verrà portata in processione per le vie principali della città, accompagnata dal Concerto Bandistico “Città di Marcianise” e dal popolo in preghiera. A mezzogiorno in punto, un’altra intuizione del pastore della comunità spirituale casagiovese scuoterà la città: “Un minuto per la pace” è l’invito globale e trasversale rivolto a chiunque, ovunque si trovi, a fermare il proprio passo e a dedicare sessanta secondi di silenzio o preghiera per invocare la fine di ogni conflitto nel mondo. Ma è sul fronte della solidarietà concreta che l’impronta di don Stefano si fa indelebile. Per tutta la durata dei festeggiamenti ci sarà spazio anche per la beneficenza attiva, con il Mercatino Vincenziano e la tradizionale “Cena Povera” per finanziare le opere caritative. La grande forza della gestione di questo sacerdote sta nell’equilibrio perfetto tra sacro e profano. La centralità della preghiera cammina di pari passo con la valorizzazione della cultura popolare e della convivialità.
I festeggiamenti si chiuderanno ufficialmente martedì 21 luglio con una serata di musica latino-americana e il grandioso spettacolo di fuochi pirotecnici a siglare il successo di un evento che dimostra come la tradizione possa guardare al futuro parlando direttamente al cuore di un’intera città. Quando i riflettori si spegneranno, a Casagiove resterà però qualcosa in più di un semplice ricordo estivo. Resterà il senso profondo di una comunità che, grazie alla dedizione e alla guida illuminata di don Stefano Giaquinto, ha riscoperto il valore della condivisione, della cura dell’altro e dell’appartenenza orgogliosa alla propria storia.
