Ancora calcinacci. Ancora una scuola che finisce sotto i riflettori per problemi legati alla sicurezza. Alla media Giannone qualcosa è caduto e, come troppo spesso accade quando si parla di edifici pubblici, l’attenzione torna sullo stato delle strutture soltanto dopo che emerge una criticità. È questo il punto sul quale non si può più sorvolare. Una scuola non è un edificio qualunque. È il luogo nel quale ogni giorno entrano ragazzi, insegnanti, personale scolastico e famiglie. Per questo la manutenzione non può essere considerata un intervento da programmare soltanto quando arriva l’emergenza. La sicurezza deve venire prima di tutto. Il distacco di calcinacci non può essere liquidato come un semplice inconveniente. Anche quando non provoca conseguenze alle persone, rappresenta un segnale che obbliga a interrogarsi sulle condizioni dell’edificio e sulla frequenza dei controlli. E proprio perché si parla di una scuola, ogni segnale dovrebbe essere preso sul serio. Adesso arriva il piano anti-rischi. Bene, ma non basta annunciarlo. Servono controlli, interventi e tempi certi. Soprattutto, serve capire cosa verrà fatto concretamente per evitare che il problema si ripresenti. Il rischio, altrimenti, è quello già visto troppe volte: si interviene dopo il problema, si mette una toppa dove serve e poi, passato il momento di attenzione, tutto torna nell’ombra fino alla prossima segnalazione. Non dovrebbe funzionare così. La manutenzione degli edifici scolastici dovrebbe essere una priorità ordinaria, non una risposta straordinaria all’emergenza. Bisogna controllare, prevenire e intervenire prima che un pezzo di intonaco finisca a terra. È una questione di buon senso, prima ancora che di amministrazione. La Giannone ora aspetta risposte. Le famiglie hanno il diritto di sapere quali verifiche saranno effettuate, quali interventi verranno eseguiti e soprattutto con quali tempi. Perché davanti alla sicurezza degli studenti non possono esistere rinvii, silenzi o soluzioni provvisorie. La città non ha bisogno dell’ennesimo annuncio. Ha bisogno di scuole sicure. E su questo, stavolta, non dovrebbero esserci discussioni.
