Caserta, 24 Giugno 26 — “Lo scenario che emerge dalle cronache sulla Cava Santa Lucia riporta ancora una volta l’attenzione sulle ferite dei Colli Tifatini e sull’assenza, da parte di una certa politica di centro sinistra, della volontà di affrontarne il recupero in maniera strutturale.” Lo dichiara l’ingegner Vincenzo Tarabuso, ideatore del Comitato promotore del Parco Urbano dei Colli Tifatini, dirigente provinciale e vice coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Caserta.
La vicenda della cava in località Provine Pioppi — e il diniego alla procedura di dismissione e recupero ambientale giunto al termine dell’iter della Conferenza di Servizi — sembrava aver aperto uno spiraglio per il recupero dei nostri colli, restituendo la possibilità di valorizzarli e di proiettarli verso un nuovo volto.
“Senza entrare nel merito delle vicende giudiziarie — sarà la magistratura a definire le responsabilità civili e penali dei singoli — il dato allarmante resta uno: ancora una volta, dietro un ipotetico progetto di recupero e in spregio alla normativa vigente, si cela un illecito a danno della collettività.”
Ogni intervento di questo tipo deve seguire un percorso ben preciso, che coinvolge Comuni, Provincia, Regione, Autorità di Bacino, Arpac, ASL e Soprintendenza. Da quanto si apprende, tutto ciò sarebbe stato aggirato: è stata autorizzata un’attività di riempimento con materiali denominati “Terre e Rocce da Scavo”. In altri termini, in difformità dal progetto di ricomposizione ambientale e senza rispettare il vincolo idrogeologico dell’area, anziché impiegare un idoneo sottoprodotto sarebbe stato conferito un rifiuto proveniente dai cantieri della TAV, privo delle dovute autorizzazioni.
“Grazie ai cittadini e alle autorità competenti, nell’indifferenza generale si è fermato l’ennesimo scempio. Ma proprio per questo il controllo dei Colli Tifatini non può più essere lasciato ai soli cittadini e volontari che, vestendo i panni di sentinelle della legalità, tengono viva la vigilanza sull’area e il monitoraggio di azioni poco trasparenti.”
“È arrivato il momento di aprire quei cassetti in cui una parte della politica di centro sinistra ha custodito i progetti di recupero e valorizzazione. Forse oggi cominciamo a capire perché sono stati dimenticati. I nostri Colli sono il nostro polmone verde, la nostra storia, la nostra identità: non meritano tutto questo. Le ferite vanno curate.”
“Oltre la Reggia abbiamo un patrimonio ambientale da recuperare e valorizzare. Abbiamo risorse da mettere a sistema, una città da risollevare e ridisegnare. Non possiamo più abituarci all’abbandono: dobbiamo continuare a credere in un progetto nuovo, capace di ridisegnare una città migliore da lasciare ai nostri figli”, conclude l’ingegner Vincenzo Tarabuso.
