La qualità dell’aria continua a rappresentare una delle principali emergenze ambientali nel territorio di Caserta e della sua provincia. Negli ultimi anni, i dati raccolti dalle centraline ARPAC e analizzati da Legambiente mostrano un quadro preoccupante, soprattutto per quanto riguarda le polveri sottili PM10. Secondo il rapporto “Mal’Aria” di Legambiente, nel 2025 diversi comuni del Casertano hanno superato il limite annuale consentito dalla legge europea, fissato a 35 giorni di sforamento oltre i 50 microgrammi per metro cubo di PM10. Tra i casi più critici figurano Teverola con 74 giorni oltre i limiti, Aversa con 54, San Felice a Cancello con 47, Maddaloni con 42 e Marcianise con 37. Anche il capoluogo Caserta continua a registrare valori significativi di inquinamento atmosferico. Le rilevazioni più recenti indicano concentrazioni di PM10 comprese tra 20 e 33 µg/m³, valori considerati generalmente “moderati”, ma che in alcuni periodi dell’anno aumentano sensibilmente, soprattutto nei mesi invernali. Le principali cause dello smog nel territorio casertano sono legate al traffico veicolare intenso, agli impianti di riscaldamento domestico e alle emissioni industriali presenti nell’area tra Napoli e Caserta. A peggiorare la situazione contribuiscono anche le condizioni climatiche, con scarsa ventilazione e fenomeni di inversione termica che trattengono gli inquinanti vicino al suolo. Secondo gli esperti ambientali, l’esposizione prolungata alle polveri sottili può provocare effetti gravi sulla salute, aumentando il rischio di malattie respiratorie, cardiovascolari e problemi cronici soprattutto nei bambini e negli anziani. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda limiti ancora più severi rispetto a quelli europei, evidenziando come anche concentrazioni apparentemente moderate possano avere effetti negativi nel lungo periodo. Negli ultimi mesi il dibattito politico sul tema si è intensificato. Diverse associazioni ambientaliste e rappresentanti istituzionali hanno chiesto misure urgenti per ridurre l’inquinamento atmosferico, tra cui il potenziamento del trasporto pubblico, maggiori controlli sulle emissioni industriali e interventi di riforestazione urbana. Nonostante alcuni segnali di miglioramento registrati a livello nazionale, l’area Napoli-Caserta continua a essere considerata una delle zone più critiche del Sud Italia per la qualità dell’aria. Gli esperti sottolineano che senza interventi strutturali il problema dello smog rischia di continuare ad avere conseguenze pesanti sulla salute dei cittadini e sull’ambiente.
