Il libro sugli archivi come “incubatori di Futuro” e l’Associazione Paolo Broccoli ODV
Le parole “archivio storico” sono spesso associate nell’immaginario collettivo a cumuli di polvere e
ammassi di pagine decadute nell’oblio. Ebbene, non sempre è così. C’è un filo rosso che lega la
polvere preziosa degli archivi storici alla politica intesa come servizio civile e progresso. Questo filo si
dipanerà l’8 maggio 2026 a Caserta, presso la Camera di Commercio, durante la presentazione del
volume “Archivi e Memoria d’impresa nel Mezzogiorno. Bilanci e prospettive” (Rubbettino).
L’evento rappresenta il “battesimo di fuoco” operativo della Paolo Broccoli ODV, l’Associazione di
Terzo Settore nata ufficialmente il 7 marzo 2025 per trasformare l’eredità intellettuale di Paolo Broccoli
—l’ homo politicus del dialogo — in un laboratorio permanente di ricerca e cittadinanza attiva.
Il volume, curato dai professori Amedeo Lepore e Giuseppe Moricola, non è una semplice operazione
nostalgica. Attraverso tre capitoli densi di casi studio, il testo esplora il patrimonio archivistico non
come deposito del passato, ma come risorsa economica viva.
I punti focali del testo toccano direttamente l’identità di Terra di Lavoro. Con un’analisi profonda delle
fonti curata da Andrea Pomella e Gerardo Cringoli, si rilegge l’utopia del Real Sito di San Leucio
attraverso i registri parrocchiali e l’Archivio storico. Grazie al capitolo di Paola Broccoli, il libro scava nei
fondi Paolo Broccoli, Giuseppe Capobianco e Mario Pignataro, restituendo dignità alla storia del lavoro
e delle imprese locali. E non manca il novero di eccellenze del Sud, dalla Cassa per il Mezzogiorno
all’Archivio storico del Banco di Napoli, fino al caso museale di Mastroberardino.
Comesottolineerà durante l’incontro Antonio Tarasco (Direttore Generale Archivi del MiC), questi
documenti sono veri e propri “incubatori di nuove imprese”: conoscere come si è prodotto valore ieri è
la chiave per innovare oggi.
Il legame tra il libro e la neonata Associazione è inscindibile. Nello Statuto della Paolo Broccoli ODV,
tra le finalità primarie, spicca la “tutela e valorizzazione del patrimonio culturale” e la “ricerca scientifica
di particolare interesse sociale”. La presentazione del volume è la prima applicazione pratica di questi
principi. L’Associazione sostiene che “la politica senza conoscenza è arbitrio”: il libro fornisce proprio
quella base scientifica necessaria per alimentare un dibattito pubblico sano. Il patrimonio archivistico di
Paolo Broccoli (composto da archivio e biblioteca) diventa così il cuore pulsante di un itinerario che
unisce accademia e territorio.
L’evento di Caserta vedrà la partecipazione dei massimi esponenti della ricerca e delle istituzioni.
L’apertura avverrà con i saluti di Tommaso De Simone (CCIAA), seguiti dall’intervento di Gianluigi
Traettino (Confindustria), a testimoniare che la memoria d’impresa è un asset strategico per lo sviluppo
economico. La moderazione della giornalista Marilù Musto accompagnerà un dibattito che vedrà
coinvolti i soci fondatori e i membri del comitato scientifico dell’Associazione, tra cui spiccano i nomi di
accademici come Alex Hobel e Nelson Mauro Maldonato.
Il nome di Paolo Broccoli è stato ricordato dal Vescovo Raffaele Nogaro e da Massimo Cacciari, che ne
ha sempre sottolineato la rara statura di intellettuale prestato alla politica. Il legame tra il filosofo
veneziano e l’esponente casertano affondava le radici in una comune militanza che superava la
dimensione di partito per farsi affinità elettiva. Cacciari ha spesso descritto Broccoli come un
“costruttore di ponti” proprio per la sua capacità, tipica del pensiero critico più elevato, di far dialogare
mondi apparentemente distanti: il rigore dell’analisi marxista con una profonda sensibilità laica ed etica.
Per Cacciari, Broccoli rappresentava quell’idea di politica come “professione e vocazione”, dove il
dibattito non era mai scontro ideologico, ma ricerca incessante di una sintesi culturale per il bene
comune.
Con questo spirito, Caserta lancia un messaggio chiaro: il riscatto del Mezzogiorno inizia dalla capacità
di leggere, con rigore e metodo, la propria storia
