Autobus strapieni, studenti in piedi e fermate trasformate in sale d’attesa. Gli autisti denunciano: “Mezzi insufficienti e situazioni ormai ingestibili”
Benvenuti a bordo. Anzi, se trovate posto. Perché sulle corse scolastiche del trasporto pubblico locale, secondo le segnalazioni raccolte dagli autisti e dai genitori dei ragazzi, il viaggio verso la scuola rischia di trasformarsi ogni mattina in una sorta di lotteria del posto a sedere. E per alcuni studenti, il problema sarebbe ancora più semplice: non riuscire nemmeno a salire sull’autobus. La denuncia riguarda in particolare alcune corse legate al nuovo piano Air Campania. Pochi mezzi, autobus ritenuti dagli autisti troppo piccoli rispetto alla domanda e corse che, negli orari di ingresso e uscita dagli istituti, si trasformerebbero in veri e propri convogli del sovraffollamento. Il nuovo gioco: “Sali se riesci” La scena descritta dagli autisti è tutt’altro che rassicurante: studenti ammassati, ragazzi costretti a viaggiare in piedi e altri che, quando il mezzo è ormai pieno, rimangono alla fermata ad aspettare il prossimo. Sempre che il prossimo sia abbastanza capiente. Una sorta di servizio pubblico con una regola non scritta: prima si riempie l’autobus, poi si vede chi rimane fuori. Peccato che non si stia parlando di una gita tra amici, ma di corse scolastiche utilizzate quotidianamente anche da minorenni. E l’autista? In mezzo alla confusione. A raccontare le difficoltà sono gli stessi conducenti, che denunciano di essere costretti a gestire situazioni di forte affollamento e, secondo quanto riferito, anche minacce e tensioni da parte degli utenti esasperati. Una posizione paradossale: l’autista dovrebbe garantire il servizio e la sicurezza, ma si ritrova a dover spiegare ai ragazzi perché non possono salire, mentre fuori dall’autobus cresce la protesta. Come se fosse colpa sua se il bus è già pieno. Minori in piedi e altri lasciati a terra: davvero è questa la normalità? Il punto è proprio questo. Che un autobus possa essere affollato è una cosa. Che il trasporto scolastico diventi sistematicamente una questione di “vediamo quanti ce ne entrano” è un’altra.
Gli autisti chiedono un intervento dell’Assessorato competente e delle autorità preposte per verificare la situazione sul campo e valutare se numero, dimensioni dei mezzi e frequenza delle corse siano realmente adeguati al flusso degli studenti.
La richiesta è elementare: se gli studenti sono più dei posti disponibili, servono più corse e più mezzi.
Non serve un algoritmo, né un miracolo.
Perché la mattina gli studenti devono andare a scuola, non partecipare a una gara di sopravvivenza alla fermata.
E quando a bordo ci sono minorenni, la sicurezza non dovrebbe essere un optional da aggiungere al servizio quando avanza qualche autobus.
