CASERTA – Si preannunciano giorni di fuoco e di profonda emergenza per il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti nel capoluogo casertano. Le isole ecologiche cittadine sono letteralmente al collasso: i container di stoccaggio sono stracolmi e gli operatori si trovano costretti a respingere l’utenza, impossibilitati ad accogliere ulteriori materiali. Una paralisi logistica che ha immediatamente surriscaldato gli animi della cittadinanza, esasperata dai disservizi.Il nodo logistico: camion senza collaudo e scatta il sequestroAll’origine del blocco non ci sarebbe un guasto improvviso, bensì un pesante provvedimento giudiziario che ha decimato i mezzi di trasporto della Sieco, l’azienda che gestisce il servizio di igiene urbana. Secondo indiscrezioni e rumors sempre più fondati, due camion pesanti della ditta sarebbero stati fermati nei giorni scorsi nella zona di Avellino per un normale controllo stradale da parte delle forze dell’ordine.Le verifiche avrebbero fatto emergere una grave irregolarità: i due veicoli erano sprovvisti del collaudo obbligatorio per legge. Per i mezzi è scattato l’immediato sequestro amministrativo. L’improvviso stop di questi due snodi fondamentali per il trasferimento dei rifiuti verso gli impianti di destinazione finale ha creato un drammatico “effetto imbuto”: senza i camion per svuotare i cassoni, i centri di raccolta cittadini si sono riempiti in poche ore, bloccando l’intera filiera.Centri di raccolta presi d’assalto e isole ecologiche blindate. Il blocco del servizio è arrivato nel momento peggiore. Il periodo estivo coincide infatti storicamente con il picco di richieste per lo smaltimento dei rifiuti ingombranti, complici i lavori di manutenzione domestica, i traslochi e le pulizie stagionali. I cittadini, ignari del blocco logistico, si sono riversati in massa verso le strutture comunali, trovando però i cancelli sbarrati o gli accessi fortemente limitati.Tensione alle stelle: sfiorata la tragedia a via Lincoln e via TalamontiLa frustrazione degli utenti è degenerata rapidamente in intollerabili episodi di violenza e micro-criminalità ai danni del personale in servizio, costretto a fare da scudo a decisioni aziendali e logistiche indipendenti dalla loro volontà.L’aggressione a Via Lincoln: L’episodio più grave si è registrato nella giornata di mercoledì 22 luglio presso l’isola ecologica “Lincoln”. Un utente, vistosi rifiutare la possibilità di scaricare un grosso rifiuto ingombrante a causa della saturazione dei cassoni, ha perso il controllo. Ne è nata una violenta colluttazione in cui il responsabile del centro ha subito un’aggressione fisica. Solo il caso e l’intervento dei presenti hanno evitato che la situazione sfociasse in una vera e propria tragedia.Alta tensione a Via Talamonti: Scenario identico e altrettanto preoccupante presso il centro di raccolta “Talamonti”. Anche qui, le risposte negative degli operatori hanno innescato la rabbia dei cittadini, sfociata in pesanti insulti, minacce e ripetuti tentativi di aggressione fisica ai danni dei dipendenti.Sindacati e cittadini chiedono risposte Gli operatori ecologici si trovano ora a lavorare in un clima di totale insicurezza e paura, mentre la città rischia di vedere moltiplicarsi le micro-discariche abusive nelle strade periferiche a causa dell’impossibilità di conferire regolarmente i materiali nei centri autorizzati. Si attende ora una presa di posizione ufficiale da parte del Comune di Caserta e dei vertici della Sieco per capire come l’azienda intenda rimpiazzare i mezzi sequestrati e garantire l’incolumità dei propri lavoratori, restituendo al più presto efficienza a un servizio essenziale.
