Oggi, sabato 23 maggio 2026, Papa Leone XIV ha raggiunto Acerra, nel cuore della Terra dei Fuochi, per incontrare le famiglie colpite dall’inquinamento ambientale, il clero, le istituzioni e migliaia di fedeli arrivati da tutta la Campania.
Il Pontefice è atterrato in mattinata al campo sportivo “Arcoleo”, accolto dal vescovo Antonio Di Donna, dalle autorità civili e da una folla commossa. La visita pastorale si è poi sviluppata tra la Cattedrale di Santa Maria Assunta e Piazza Calipari, dove oltre dodicimila persone hanno partecipato all’incontro pubblico con il Santo Padre.
“Sono venuto a raccogliere le lacrime”
Nel suo discorso nella cattedrale di Acerra, Papa Leone XIV ha pronunciato parole forti contro il degrado ambientale e le responsabilità legate agli sversamenti illegali di rifiuti che per decenni hanno segnato il territorio campano.
Il Pontefice ha dichiarato di essere giunto ad Acerra “per raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care” a causa dell’inquinamento provocato da “persone e organizzazioni senza scrupoli”.
Parole che hanno profondamente colpito le famiglie delle vittime della Terra dei Fuochi, molte delle quali presenti in cattedrale con fotografie dei propri cari scomparsi prematuramente a causa di patologie tumorali. Momenti di forte commozione hanno accompagnato l’incontro tra il Papa e i parenti delle vittime
L’appello contro “la cultura della prepotenza”
Uno dei passaggi centrali della visita è stato l’invito del Pontefice a “scardinare la cultura del privilegio e della prepotenza”, indicata come una delle cause profonde del degrado sociale e ambientale che ha colpito il territorio.
Papa Leone XIV ha parlato della necessità di una conversione collettiva, non solo spirituale ma anche civile ed economica, chiedendo un modello di sviluppo più rispettoso dell’ambiente e della dignità umana. In Piazza Calipari ha inoltre richiamato il valore dell’enciclica Laudato si’, ricordando il desiderio di Papa Francesco di visitare personalmente la Terra dei Fuochi.
Acerra simbolo di rinascita
La visita del Papa assume un valore storico per Acerra e per tutta la Campania. Per molti cittadini rappresenta un riconoscimento ufficiale delle sofferenze vissute dalla popolazione negli ultimi decenni e, allo stesso tempo, un segnale di speranza.
“Qui la vita c’è e contrasta la morte”, ha affermato il Pontefice durante il bagno di folla tra i fedeli. Un messaggio che punta alla rinascita di un territorio troppo spesso associato soltanto ai roghi tossici e alle emergenze ambientali.
L’intera città ha accolto il Santo Padre con bandiere bianco-gialle, striscioni e cori. Tra i presenti anche i sindaci dei novanta comuni della Terra dei Fuochi, associazioni ambientaliste e numerosi giovani volontari.
Una visita destinata a lasciare il segno
Quella di Papa Leone XIV ad Acerra non è stata soltanto una visita pastorale, ma un gesto fortemente simbolico. Il Pontefice ha scelto di portare l’attenzione della Chiesa universale su una delle ferite più profonde del Mezzogiorno italiano, denunciando apertamente le responsabilità morali e sociali che hanno contribuito al disastro ambientale.
Il messaggio finale rivolto alle famiglie è stato chiaro: trasformare il dolore in responsabilità, educare alla cura del territorio e costruire una nuova cultura della legalità e della solidarietà.
