Un bellissimo viaggio tra le canzoni dei Beatles ed il Festival di Woodstock e il loro impatto culturale nel nuovo libro di Giò Vescovi, protagonista martedì pomeriggio a Caserta nella libreria Giunti al Punto di Caserta in piazza Matteotti. Un viaggio appassionato, significativo sulle tracce dei Beatles, tra musica, storia contemporanea, letteratura e rivoluzione culturale. E’ quello che ha proposto Giò Vescovi con il suo libro ‘Dimmi come quando c’erano i Beatles’, presentato martedì pomeriggio all’interno della Libreria Giunti al Punto di Caserta. L’incontro è stato moderato dalla giornalista di Cronache di Caserta e Napoli Maria Laura Labriola con l’artista ha dialogato nel dibattito Carmen De Rosa sociologa, Eliana Colamatteo (Presidente V.O.CE e Vicepresidente Pro Loco città di Caserta APS), Antonio Luisè giornalista, Giuseppe Romanelli (Scrittore). Importante ed apprezzato dalla platea l’intervento in sala di Ida Roccasalva che riguardava l’ascolto dei brani musicali dei Beatles (Musicoterapista e Presidente Insieme si può). Ad impreziosire il dibattito gli interventi musicali di Angelo Antonio Feola (chitarra acustica e voce) e dello stesso Vescovi all’armonica. L’opera letteraria, casa editrice l’Aperia nel 2025, si configura come un saggio narrativo capace di andare e di superare il semplice omaggio nostalgico. L’idea di Vescovi ad elaborare quest’opera è stata di fare ‘una sua storia dei Beatles’ attraverso la rilettura dei loro album, mirando in particolar modo a quelle linee che resero unico il loro contributo alla storia del rock. La sessione è documentata grazie a relazioni storiche, filmati, interviste, analisi socio culturali e parallelismi musicali con blues, rock’n’roll, country-western, skiffle, tenendo conto, inoltre, dell’esperienza e dell’importanza che ebbero gli incontri con Brian Epstein e George Martin, colui che diede la quinta dimensione alla loro musica e contribuì allo sviluppo del loro stile personale. Attraverso uno stile coinvolgente, Vescovi intreccia la biografia dei Fab Four con un’analisi originale delle loro canzoni, raccontando al pubblico presente in sala il repertorio anche dal punto di vista letterario. Le liriche di John Lennon e Paul McCartney vengono esplorate totalmente nella loro dimensione poetica, con riferimenti che spaziano da William Blake autore che ispirò anche i Doors, a James Joyce. Il volume restituisce non solo l’evoluzione artistica dei Beatles, ma anche il racconto di un’epoca complessa, capace di segnare un profondo cambiamento globale attraverso la musica. Woodstock era l’esempio storico di come la musica trasformò la cultura contemporanea della società dell’epoca. Vescovi si sofferma anche sulla spiegazione della ‘Beat’. Per gli onesti benpensanti erano urla inarticolate, amplificate da appositi impianti fino a trasformarsi in un chiasso assordante, l’esibizione artistica di stupidi giovinastri capelloni poco puliti che hanno a malapena imparato a strimpellare un paio di accordi sulla chitarra e ai quali isteriche ragazzette manifestavano il loro entusiasmo con strilli altrettanto inarticolati. Per gli scettici il beat era una trovata pubblicitaria di scaltri affaristi che, con trucchi sempre nuovi, spillavano quattrini ai giovani. Per il Daily Worker, l’organo ufficiale del Partito Comunista inglese, ‘il Mersey Sound’, era invece una protesta rivoluzionaria, la voce di trentamila disoccupati e ottantamila abitazioni misere e decrepite. Insomma un pomeriggio interessante con ricchi spunti storici sulla storia musicale dei Beatles. Uno dei fattori travolgenti di quest’opera letteraria è che viene evidenziato il successo dei Beatles che deriva dal fatto che la popolazione mondiale era pronta al cambiamento. Mentre i Beach Boys rivoluzionano il concetto di Pop Psichedelico, gli album dei Beatles (Rubber Soul 1965, Revolver 1966), segnano il momento in cui la musica psichedelica era pronta ad essere lanciata nel mondo del Rock. In Revolver e soprattutto in ‘Sgt. Pepper’s Lonely Heart’s Club Band i Beatles hanno prodotto complessi assemblaggi di canzoni in stili contrastanti che, anche singolarmente, non potevano essere più seguiti dal vivo. I Beatles cambiarono la musica da come la conoscevano prima. Hanno sperimentato diversi generi musicali, ed incoraggiano all’epoca, altri gruppi come i Nirvana, Billy Joel, e molti altri a tentare esperimenti artistici. Hanno creato un loro stile, ma soprattutto una loro melodia. La società dell’epoca era grazie a loro pronta alla totale valorizzazione culturale. Pronta per una rivoluzione culturale e musicale: gli anni 60 furono a livello internazionale un grande momento di novità. Un grande momento di apertura culturale, e l’uso della musica psichedelica e dello sperimentalismo musicale da parte dei Beatles nel loro lirismo, permise alla gente di sentirsi appagata e connessa, rappresentando una rivoluzione culturale che a quanto pare era necessaria. Un libro da leggere, un libro che ci aiuta a capire ‘il decennio dei Beatles’, e per molti aspetti importanti, è stato un decennio di cambiamenti totali. Quello che possiamo chiamare “l’eredità culturale dei Beatles”, proseguirà con tanti artisti di successo durante gli anni ‘70 e 80’.
