L’ennesima aggressione ai danni di un rider, avvenuta nella notte, non è solo un fatto di cronaca: è il segnale evidente di una deriva che sta rendendo impossibile svolgere anche le attività più semplici in condizioni di sicurezza. Chi lavora per consegnare cibo a domicilio non dovrebbe temere per la propria incolumità, e invece oggi è esattamente ciò che accade.
Un uomo di 31 anni, mentre stava semplicemente facendo il proprio lavoro, è stato coinvolto in una lite degenerata in violenza. Ha riportato ferite al volto, mentre l’aggressore è riuscito a fuggire senza conseguenze immediate. Una scena che si ripete troppo spesso e che ormai non sorprende più nessuno — ed è proprio questo il problema.
Siamo arrivati a un punto in cui lavorare di notte, soprattutto in alcune aree, significa esporsi a rischi concreti. Non si tratta più di episodi isolati, ma di una condizione diffusa di insicurezza che colpisce chiunque sia costretto a stare per strada per guadagnarsi da vivere.
La risposta delle istituzioni continua a essere insufficiente. Servono controlli, presenza sul territorio e soprattutto un cambio di passo deciso. Non è accettabile che chi lavora debba scegliere tra portare a casa uno stipendio e tornare a casa sano.
Se non si interviene subito, il messaggio è chiaro: in questo Paese ci sono lavori che non si possono più fare in sicurezza. E questo, in una società civile, non dovrebbe essere tollerato.
