
L’aria in provincia di Caserta continua a destare forte preoccupazione. A lanciare l’allarme è Legambiente Campania con il nuovo rapporto “Mal’Aria di città 2026”, basato sui dati dell’Arpac relativi alle polveri sottili e al biossido di azoto.
Il bilancio è pesante: per il Pm10, su 33 comuni monitorati, 9 hanno superato il limite consentito di 35 giorni annui oltre la soglia. Tra questi, ben cinque si trovano nel Casertano. A guidare la classifica negativa è Teverola, con 74 giorni oltre i limiti, preceduta solo da Acerra e San Vitaliano. Seguono Aversa, San Felice a Cancello, Maddaloni e Marcianise.
Uno scenario già critico, destinato però a peggiorare. Dal 2030, infatti, entreranno in vigore parametri europei più severi: il limite medio annuo di Pm10 scenderà da 50 a 20 microgrammi per metro cubo. Con questi nuovi standard, quasi tre comuni su quattro risulteranno fuori norma.
Nel Casertano, solo Pratella, Pignataro Maggiore e Presenzano rientrerebbero nei limiti. Tutti gli altri dovranno intervenire rapidamente, perché anche senza picchi frequenti l’esposizione prolungata a livelli elevati di smog rappresenta un serio rischio per la salute.
