di Laura Ferrante
Caserta – Il cuore di Piana di Monte Verna si è trasformato per un giorno in centro culturale per ricordare la liberazione dell’Italia dall’occupazione tedesca. La manifestazione celebra la cruenta battaglia del Volturno, quando le truppe americane occuparono la Piana a un pesante costo di vite umane. Il territorio, più di un secolo prima, aveva già visto i garibaldini combattere contro l’esercito borbonico.
L’iniziativa, sostenuta dal sindaco Stefano Lombardi, è stata promossa dall’associazione Linea Volturno 1943, nata lo scorso anno e composta da storici, ricercatori ed ex militari impegnati a ricostruire e divulgare gli episodi bellici dei comuni bagnati dal fiume Volturno.
“Vogliamo collaborare con scuole e realtà culturali per integrare i programmi didattici e ricordare un periodo tragico della storia”, ha spiegato il presidente Nicola D’Angelo.
La piazza del paese ha ospitato una mostra di reperti bellici, documenti e mappe militari, inclusi materiali della 3ª Divisione Infantry U.S. Army. L’esposizione è stata arricchita dalle testimonianze di cittadini ancora in vita, custodi di ricordi drammatici da tramandare alle nuove generazioni.
Sono stati inoltre esposti Dog Tag dedicati alle famiglie dei soldati americani e italiani caduti, giubbotti neri simbolo dell’associazione e oggetti recuperati sul campo, strumenti fondamentali per ricostruire percorsi e strategie delle divisioni durante gli scontri.
Un corteo, guidato dagli agricoltori pianesi, ha attraversato la città con la partecipazione di Combat Road, Historicus A.P.S., Warriors Anzio e dell’Associazione Nazionale ex Combattenti (sezione Mignano Montelungo).
La memoria storica dell’autunno 1943 nell’area del Volturno è stata resa possibile dal lavoro di studiosi come Giuseppe Capobianco, pioniere della ricerca sulle stragi naziste in Terra di Lavoro; Joseph Agnone, che ha rintracciato documenti negli archivi USA; Mauro Nemesio Rossi, Giuseppe Angelone, Dante Marrocco, Paolo Albano e Antimo Della Valle, che hanno documentato vittime civili e processi contro criminali nazisti; e Lutz Klinkhammer, storico tedesco che ha inserito l’eccidio di Caiazzo nelle sue ricerche sulla strategia del terrore della Wehrmacht.
L’obiettivo a lungo termine dell’associazione è consolidare le ricerche, realizzare una “Stanza della Memoria” per esporre stabilmente i reperti e intensificare i rapporti con gli Stati Uniti per completare la ricostruzione dei fatti storici.
