In Campania 2.451 interventi chirurgici in tre anni. Anche nella provincia di Caserta migliaia di donne potrebbero convivere con questa patologia, ma non sono disponibili dati pubblici aggiornati sul numero delle pazienti. Diagnosi tardive, dolore cronico e difficoltà nella vita quotidiana: cresce la necessità di informazione e assistenza.
È una malattia cronica, spesso invisibile agli occhi degli altri, ma capace di condizionare profondamente la vita di chi ne soffre. Si chiama endometriosi e rappresenta una delle patologie ginecologiche più diffuse tra le donne in età riproduttiva.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 10% delle donne in età fertile nel mondo convive con questa patologia. In Italia, secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità, le donne con una diagnosi di endometriosi sono oltre 1,8 milioni.
Ma quante sono le donne che ne soffrono nella provincia di Caserta?
Al momento non è disponibile un dato epidemiologico pubblico aggiornato che consenta di stabilire con precisione il numero delle donne affette da endometriosi nel territorio casertano. Un’assenza di dati che rende difficile fotografare le reali dimensioni del fenomeno.
Applicando la prevalenza indicativa del 10% alla popolazione femminile in età riproduttiva, anche nel Casertano si può ipotizzare la presenza di migliaia di donne potenzialmente interessate dalla patologia. Si tratta, tuttavia, di una stima teorica e non di un dato ufficiale.
CAMPANIA, 2.451 INTERVENTI CHIRURGICI IN TRE ANNI
Un dato significativo arriva dal territorio regionale. Secondo i dati riportati nel documento della Regione Campania relativo al Percorso diagnostico-terapeutico assistenziale (PDTA) per l’endometriosi, tra il 2020 e il 2022 sono stati registrati 2.451 interventi chirurgici per questa patologia nelle strutture pubbliche e private convenzionate della regione.
Nel dettaglio: 2020: 667 interventi; 2021: 945 interventi; 2022: 839 interventi.
Numeri che testimoniano la rilevanza sanitaria del problema in Campania. È importante precisare che questi dati riguardano gli interventi chirurgici e non rappresentano il numero complessivo delle donne affette da endometriosi. Restano infatti escluse tutte le pazienti seguite con terapie farmacologiche o con diagnosi non riportata come principale.
E proprio qui emerge una questione importante: quante di queste donne vivono nella provincia di Caserta?
NEL CASERTANO SERVONO PIÙ DATI E ATTENZIONE
Sul territorio provinciale sono presenti strutture ospedaliere che rappresentano punti di riferimento per l’assistenza ginecologica e per le pazienti con endometriosi. Tra i presidi indicati dall’ASL di Caserta figurano: Ospedale San Giuseppe Moscati di Aversa; Ospedale di Piedimonte Matese; Ospedale San Rocco di Sessa Aurunca; Ospedale di Marcianise.
Tuttavia, non risultano pubblicamente disponibili statistiche provinciali aggiornate che specifichino quante donne siano state diagnosticate, quante siano attualmente seguite e quanti interventi chirurgici vengano effettuati annualmente nelle strutture casertane.
Sarebbe importante conoscere questi numeri, anche attraverso una rilevazione ufficiale dell’ASL di Caserta, per comprendere meglio la diffusione della malattia e le necessità assistenziali delle pazienti.
CHE COS’È L’ENDOMETRIOSI?
L’endometriosi è una patologia caratterizzata dalla presenza di tessuto simile all’endometrio, la mucosa che riveste internamente l’utero, al di fuori della cavità uterina. Può interessare le ovaie, le tube, il peritoneo e altre strutture della pelvi, provocando infiammazione, aderenze e dolore.
I sintomi possono essere diversi da donna a donna. Tra i più frequenti: dolori mestruali molto intensi, dolore pelvico cronico, dolore durante i rapporti sessuali, disturbi intestinali e urinari, dolore durante la defecazione, stanchezza cronica e difficoltà a concepire.
Uno degli aspetti più delicati riguarda proprio il dolore. Per troppo tempo, infatti, le sofferenze legate al ciclo mestruale sono state considerate normali, portando molte donne a convivere per anni con sintomi invalidanti prima di ottenere una diagnosi.
UNA DIAGNOSI CHE PUÒ ARRIVARE DOPO ANNI
Uno dei principali problemi legati all’endometriosi è il ritardo diagnostico. Molte donne continuano a soffrire senza conoscere la causa dei propri disturbi, con conseguenze sulla qualità della vita, sul lavoro, sulle relazioni personali e sulla salute psicologica.
La malattia può inoltre essere associata a problemi di fertilità. Si stima che tra il 30% e il 40% delle donne con endometriosi possa incontrare difficoltà riproduttive.
Per questo motivo è fondamentale non sottovalutare il dolore mestruale intenso e ricorrente e rivolgersi a uno specialista.
LA CAMPANIA HA UNA LEGGE PER TUTELARE LE DONNE
La Regione Campania ha riconosciuto l’importanza sociale e sanitaria dell’endometriosi attraverso la Legge regionale n. 8 del 21 aprile 2020, intitolata «Misure per la tutela delle donne affette da endometriosi».
La normativa prevede anche strumenti di monitoraggio, attraverso un registro regionale e un osservatorio dedicato, con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulla diffusione della malattia, sulle diagnosi e sui percorsi di cura.
Un passaggio importante per conoscere meglio il fenomeno e programmare interventi sanitari più efficaci.
LA RICHIESTA: CONOSCERE I NUMERI DEL CASERTANO
La domanda resta aperta: quante sono realmente le donne che soffrono di endometriosi nella provincia di Caserta?
Sarebbe opportuno che l’ASL Caserta rendesse disponibili i dati relativi al periodo 2020-2025, specificando il numero delle diagnosi, dei nuovi casi, degli interventi chirurgici e delle pazienti attualmente in cura nei presidi ospedalieri del territorio.
Conoscere questi numeri significherebbe dare maggiore visibilità a una patologia che troppo spesso rimane nascosta.
Perché l’endometriosi non è semplicemente un ciclo mestruale doloroso. È una malattia che può diventare invalidante e che richiede attenzione, ascolto e assistenza specialistica. Anche nel Casertano è necessario rompere il silenzio. Dietro ogni diagnosi ci sono donne, storie personali e anni di sofferenza che meritano ascolto e risposte concrete.
