Ph Giuseppe Sorbo
Dalla Reggia al Sannio, un ponte nel segno delle mongolfiere
Per qualche ora del pomeriggio di ieri, mercoledì 7 ottobre, piazza Carlo di Borbone ha cambiato volto. L’evento è stato il “Volo di Lunardi”, rievocazione storica che ha ricordato l’impresa compiuta il 13 settembre 1789 da Vincenzo Lunardi, quando l’aviatore si sollevò in volo in mongolfiera dal Complesso vanvitelliano alla presenza di Ferdinando IV di Borbone e della regina Maria Carolina. La Reggia aveva annunciato l’iniziativa della ricostruzione storica, a 237 anni di distanza, già da qualche giorno, con l’ausilio di una mongolfiera storica proveniente da Annonay e di un corteo in abiti d’epoca.
Ma una cosa è parlarne, altro è viverla. Non soltanto la comparsa, decisamente spettacolare, della grande mongolfiera storica arrivata dalla Francia ha contribuito a ricreare uno scenario magico, ma soprattutto la presenza di decine di figuranti in abiti d’epoca, capaci di trasformare lo spazio antistante la Reggia in una sorta di enorme palcoscenico all’aperto. La Reggia ha sottolineato come quell’impresa rappresenti uno degli episodi più affascinanti non solo della storia del complesso vanvitelliano, ma anche della storia del volo in Campania. La mongolfiera protagonista della giornata, infatti, è una replica storica proveniente da Annonay, la città francese legata ai fratelli Montgolfier e alle origini della navigazione aerostatica. L’aerostato è stato presentato in piazza Carlo di Borbone in una dimostrazione statica, diventando immediatamente il punto di riferimento visivo dell’intera manifestazione. Ma l’evento non ha avuto il carattere di una semplice esposizione. La presenza del corteo storico ha fatto la differenza, perché ha consentito al pubblico di entrare fisicamente nella storia, di vedere personaggi vestiti secondo la moda dell’epoca muoversi nello stesso spazio nel quale, nel 1789, si era consumata una delle imprese più sorprendenti legate alla Reggia. E proprio i figuranti sono stati tra gli elementi che più hanno colpito il pubblico. Abiti, acconciature, accessori e atteggiamenti hanno contribuito a ricreare l’atmosfera della corte borbonica e a dare concretezza a una vicenda storica che, altrimenti, sarebbe rimasta affidata soltanto alle parole e alla memoria dei libri. L’impressione, osservando la piazza, era quella di un pezzo di Settecento improvvisamente riemerso davanti alla facciata vanvitelliana: le dame e gli uomini in costume, il corteo, la grande mongolfiera e, sullo sfondo, la Reggia hanno costruito una scena di grande impatto visivo.
Ma forse l’immagine più significativa della giornata non è stata soltanto quella della mongolfiera o dei figuranti.

La risposta di partecipazione a questo pomeriggio incantato offre decisamente una indicazione interessante per la promozione culturale della Reggia e dell’intero territorio casertano. Il pubblico ha risposto in maniera particolarmente significativa. Centinaia di persone hanno affollato piazza Carlo di Borbone e gli spazi davanti alla Reggia per assistere alla rievocazione. Un’adesione che ha superato evidentemente i confini della città e che conferma quanto iniziative capaci di unire storia, spettacolo e suggestione siano in grado di richiamare pubblico anche da fuori provincia. Un pubblico che non è apparso composto esclusivamente da visitatori interessati alla storia dell’architettura o agli appassionati di aerostatica. La componente familiare è stata fortissima, e proprio questo rende particolarmente interessante la formula della rievocazione. Tantissime famiglie sono arrivate alla Reggia con i bambini. Genitori e figli, nonni e nipoti si sono fermati a guardare la scena. E soprattutto i bambini hanno restituito all’evento la sua dimensione più autentica: quella dello stupore. Bambini con gli occhi puntati verso la mongolfiera, incuriositi dai costumi, dalle persone vestite come due secoli fa, dalla grande struttura aerostatica sistemata davanti alla Reggia. Bambini che hanno osservato letteralmente a bocca aperta, cercando di capire se quello che avevano davanti fosse davvero accaduto o fosse soltanto una scena uscita da un film. È probabilmente questo uno dei risultati più riusciti della manifestazione: aver trasformato una pagina di storia in qualcosa di immediatamente comprensibile anche ai più piccoli. Per loro non c’era bisogno di spiegare troppo. Bastava guardare: una mongolfiera davanti alla Reggia, gli uomini e le donne in costume, la folla, la facciata monumentale sullo sfondo. La storia, per una volta, non era chiusa dentro un libro o dietro una teca. Era lì, davanti ai loro occhi. Quindi, si può sostenere che una famiglia può arrivare davanti alla Reggia di Caserta per vedere una mongolfiera e finire per ascoltare una storia del 1789; che un bambino può essere attratto dai costumi e scoprire, quasi senza accorgersene, chi fossero Ferdinando IV, Maria Carolina e Vincenzo Lunardi; che un visitatore arrivato semplicemente per assistere a uno spettacolo può trovarsi immerso nella storia del monumento. È una forma di divulgazione culturale immediata, spettacolare e accessibile. E la risposta arrivata anche da fuori provincia sembra dimostrare che il pubblico è disposto a spostarsi quando l’offerta riesce a proporre qualcosa di realmente particolare. L’appuntamento del 7 ottobre non è isolato, ma rappresenta l’apertura di Campania in the Sky 4.0 e del 38° Fragneto Monforte Balloon Festival, in programma dall’8 all’11 ottobre a Fragneto Monforte. Il progetto coinvolge sei Comuni del Sannio e punta a costruire un percorso dedicato alla cultura del volo in mongolfiera, collegando idealmente la Reggia di Caserta alle aree interne. Il festival di Fragneto Monforte, attivo dal 1987, viene indicato dagli organizzatori come il più antico raduno internazionale di mongolfiere d’Italia. La scelta di inaugurare il percorso proprio davanti alla Reggia assume quindi un valore simbolico preciso: mettere in relazione uno dei monumenti più conosciuti della Campania con il territorio sannita, utilizzando la storia del volo come filo conduttore. Un’operazione che guarda anche al turismo esperienziale e alla valorizzazione dei territori. Come ha sottolineato Roberto Formato, direttore scientifico del Balloon Festival, «il volo in mongolfiera permette di osservare il patrimonio culturale da una prospettiva diversa, lenta e sostenibile».
Il dato più forte, però, resta quello delle immagini restituite durante l’evento di ieri dalla piazza. La Reggia di Caserta è abituata a essere fotografata, ammirata, visitata. Ma vederla con davanti una mongolfiera storica e un corteo di personaggi in costume ha prodotto qualcosa di diverso: ha modificato per qualche ora la percezione stessa del monumento. E soprattutto ha creato una scena capace di parlare a pubblici molto diversi. Agli adulti ha raccontato una pagina della storia borbonica e della nascita dell’aerostatica. Agli appassionati ha offerto una rievocazione accurata. Ai turisti ha regalato immagini difficili da dimenticare. Alle famiglie ha offerto un pomeriggio diverso. E ai bambini ha regalato soprattutto quella cosa che spesso è il vero punto di partenza della conoscenza: la meraviglia.
Quei volti rivolti verso la mongolfiera, quelle bocche spalancate davanti ai figuranti, quelle domande rivolte ai genitori, quelle fotografie scattate per conservare un’immagine fuori dall’ordinario raccontano forse meglio di qualsiasi comunicato il successo dell’iniziativa.
Perché quando un bambino guarda una pagina di storia con gli occhi spalancati dalla meraviglia, quella pagina smette di essere soltanto storia. Diventa esperienza. E nel pomeriggio trascorso allegramente davanti alla Reggia di Caserta, il 1789 è sembrato davvero tornare per qualche ora.

Fotografo: Giuseppe Sorbo
