Piove. E a Caserta, ormai, sembra quasi una notizia da prima pagina.
Bastano poche ore di maltempo e la città cambia faccia: strade allagate, traffico impazzito, automobilisti costretti a procedere con la cautela di chi sta attraversando un fiume e cittadini che, ancora una volta, si chiedono la stessa cosa: possibile che ogni volta debba andare così?
La cosa più assurda è che non stiamo parlando di un evento mai visto. Non è arrivato un uragano tropicale, non è comparso un monsone e non siamo improvvisamente finiti ai Caraibi. È semplicemente piovuto.
Eppure, puntualmente, Caserta sembra impreparata.
Le strade diventano trappole, le caditoie sembrano sparire nel nulla e l’acqua prende possesso della carreggiata come se avesse regolare contratto d’affitto.
A quel punto parte il solito spettacolo: auto incolonnate, clacson, cittadini arrabbiati e qualcuno che prova a passare sperando che la propria macchina sia improvvisamente diventata anfibia.
E sinceramente, dopo anni di scene già viste e riviste, viene anche un po’ di rabbia.
Perché il problema non è la pioggia. La pioggia cade. Da sempre.
Il problema è arrivare ogni volta impreparati.
Il problema è dover aspettare che una strada si trasformi in una piscina per accorgersi che forse qualcosa non funziona.
Il problema è che, quando smette di piovere, tutto torna alla normalità e sembra quasi che nessuno debba più occuparsene. Fino alla prossima pioggia.
E allora ricomincia il film.
Caserta allagata. Caserta paralizzata. Caserta che protesta. Caserta che si indigna.
Poi due giorni di sole e tutti a dimenticare.
Fino al prossimo temporale.
Io credo che una città normale non debba necessariamente essere perfetta. Ma almeno dovrebbe essere preparata.
Perché possiamo anche scherzare dicendo che Caserta vuole diventare una località balneare, ma quando l’acqua invade le strade, crea disagi e mette in difficoltà chi deve semplicemente andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola o tornare a casa, c’è poco da ridere.
La verità è semplice e anche abbastanza scomoda: non possiamo continuare a considerare ogni forte pioggia come un’imprevedibile catastrofe.
La pioggia non è un’emergenza improvvisa. È una cosa che succede.
E forse sarebbe arrivato il momento di smettere di sorprenderci ogni volta che cade dal cielo.
Caserta non ha bisogno di miracoli.
Ha bisogno di manutenzione, prevenzione e soprattutto di qualcuno che si ricordi dei problemi anche quando splende il sole.
Perché è troppo facile correre dietro all’acqua quando ormai è già per strada.
La vera sfida è fare in modo che la prossima volta non ci arrivi proprio.
