La Via Appia torna protagonista anche a Sessa Aurunca con Appia Day 2026, la manifestazione che sabato 3 e domenica 4 ottobre attraverserà idealmente il territorio italiano lungo la Regina Viarum, da Roma a Brindisi. Il Museo Archeologico Nazionale di Sessa Aurunca, all’interno del Castello Ducale di piazza Castello, partecipa all’iniziativa con un programma articolato in due giornate, costruito intorno alla scoperta delle proprie collezioni e alla conoscenza della storia antica del territorio.
L’appuntamento di Sessa assume un significato particolare perché la città è direttamente legata alla storia dell’antica strada consolare romana. La Via Appia Regina Viarum è stata inserita nel 2024 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO: il sito riconosciuto comprende un percorso storico di oltre 600 chilometri, articolato tra Lazio, Campania, Basilicata e Puglia e interessando complessivamente 74 comuni. Tra i territori campani compresi nel sito figura proprio Sessa Aurunca, insieme ad altri centri della provincia di Caserta e delle province di Benevento e Avellino. L’Appia, costruita a partire dal 312 a.C. per collegare Roma a Capua e successivamente prolungata verso il Sud, rappresentò una delle più importanti infrastrutture della romanità. Il suo tracciato, caratterizzato da soluzioni ingegneristiche particolarmente avanzate per l’epoca, attraversava territori diversi collegando città, porti, insediamenti agricoli e centri commerciali. La denominazione di Regina Viarum, cioè “regina delle strade”, ne riassume la centralità nella storia della viabilità romana. A Sessa Aurunca il programma prenderà il via sabato 3 ottobre con replica domenica 4: alle 10.30 è prevista una visita guidata alla scoperta delle collezioni del Museo Archeologico Nazionale, mentre alle 12 sarà la volta di un percorso guidato dedicato ai bambini, presentato come un’avventura tra storia e divertimento pensata per avvicinare anche i più piccoli al patrimonio archeologico. Per la giornata di sabato 3 resta valido l’ingresso al museo secondo la tariffa vigente con gratuità per i minori. Domenica 4 ottobre, invece, l’apertura rientra nella tradizionale iniziativa ministeriale “Domenica al Museo”, che prevede l’accesso gratuito ai musei e ai luoghi della cultura statali aderenti nella prima domenica del mese. L’appuntamento rappresenta anche un’occasione per conoscere più da vicino il museo inaugurato nel dicembre 2024 all’interno del Castello Ducale di Sessa Aurunca. Si tratta del primo museo archeologico nazionale della città e raccoglie e racconta le testimonianze della storia del territorio dagli Ausoni-Aurunci fino all’età romana, seguendo un arco cronologico che parte dall’età del Ferro, tra IX e VIII secolo a.C., e arriva alla trasformazione di Suessa in colonia romana, l’antica città che occupava una posizione strategica in prossimità della Via Appia e che conobbe un importante sviluppo economico e urbano in epoca romana. Le sale dedicate alla fase romana propongono, tra gli altri temi, il territorio extraurbano, le ville rustiche e le produzioni agricole e vinicole, con particolare riferimento al Falerno, uno dei vini più celebrati dalle fonti antiche; viene poi affrontata la realtà urbana dell’antica Suessa e, infine, il grande Teatro romano. Proprio il teatro costituisce uno dei nuclei più importanti della collezione. Il monumento, edificato in età augustea e successivamente ampliato nel II secolo d.C., è considerato dal Ministero della Cultura uno degli edifici pubblici romani più imponenti scoperti in Campania. La cavea raggiunge un diametro di circa 110 metri e l’edificio poteva accogliere, secondo le stime, tra 7.000 e 10.000 spettatori. Particolarmente ricca era la decorazione della scena, realizzata con marmi provenienti anche da aree lontane del Mediterraneo. Nel museo sono esposti numerosi elementi provenienti proprio dal teatro, tra cui la celebre statua di Matidia Minore, posta al centro della sala dedicata al monumento, oltre a frammenti della decorazione architettonica e scultorea. Il percorso permette inoltre di comprendere la struttura del teatro attraverso una ricostruzione virtuale tridimensionale. L’allestimento del Museo Archeologico Nazionale non si limita alla semplice esposizione dei reperti. Il progetto è stato pensato anche per favorire una fruizione più ampia e accessibile: sono presenti installazioni tattili, codici QR con spiegazioni audio e strumenti interattivi che accompagnano il visitatore nell’evoluzione storica del territorio, dalla fase preromana alla conquista e alla successiva organizzazione romana. Tra gli elementi utilizzati per ampliare la narrazione figura anche una ricostruzione tridimensionale della Kore, o Afrodite, di Sessa, importante testimonianza della bronzistica votiva di età arcaica oggi conservata al British Museum. Il ricorso alla tecnologia consente dunque di mettere in relazione reperti materialmente lontani da Sessa con il contesto storico e culturale nel quale furono prodotti e utilizzati. È proprio questa stratificazione di storia, archeologia e territorio a rendere particolarmente significativo l’inserimento di Sessa Aurunca nel programma di Appia Day 2026. L’iniziativa nazionale, giunta alla sua undicesima edizione, propone il 3 e 4 ottobre un grande calendario di visite, cammini, itinerari in bicicletta, laboratori, spettacoli e aperture straordinarie lungo l’antico tracciato. L’obiettivo dichiarato è riportare l’attenzione sulla Via Appia come patrimonio da conoscere e vivere, mettendo in relazione la tutela dei beni culturali con il paesaggio, la mobilità sostenibile e il turismo lento. La presenza di Sessa Aurunca nel programma assume quindi un valore che va oltre la singola iniziativa museale. La città è infatti una delle tappe campane di quel lungo itinerario storico che l’UNESCO ha riconosciuto come patrimonio dell’umanità, riportando al centro dell’attenzione internazionale una strada che per secoli ha rappresentato uno dei principali assi di collegamento della penisola.
Per due giorni, dunque, il Castello Ducale e il Museo Archeologico Nazionale di Sessa Aurunca diventano un punto di incontro tra il pubblico e questa storia millenaria, un’occasione pensata non soltanto per conoscere i reperti custoditi nelle sale, ma per ricostruire, attraverso di essi, il ruolo che Sessa e il suo territorio ebbero nella lunga vicenda della Regina Viarum.
