Cornuti e Contenti – Ma non sarà anche colpa nostra? Successo di pubblico ieri sera per lo spettacolo del giornalista e direttore del “Fatto Quotidiano”, alla 54°edizione del Settembre al Borgo di Casertavecchia. Dopo anni passati ad attaccare la cattiva politica e la totale disinformazione pubblica, il direttore del Fatto Quotidiano ribalta il punto di vista e si rivolge nel suo spettacolo direttamente ai cittadini. La domanda centrale è il grado di responsabilità degli elettori stessi. Il monologo presentato ieri sera nella splendida location del Borgo di Casertavecchia per il ‘Settembre al Borgo’, cerca di spiegare i motivi per cui milioni di italiani continuano a premiare i politici che poi disattendono le promesse, oppure continuano a seguire media e piattaforme false. Il direttore del Fatto Quotidiano ai microfoni di Radio Caserta Tv dopo la sua esibizione teatrale, ha espresso un concetto importante sul senso dello spettacolo presentato ieri sera: “Nel mio nuovo monologo che porto nei teatri italiani, sempre con il linguaggio satirico che ci fa sorridere amaramente anche nelle cose più tragiche, offro agli spettatori un manuale di autodifesa per provare ad invertire la rotta dal basso. I giovani devono aprire gli occhi, smetterla di essere un popolo di cornuti e contenti.” Dopo aver denunciato la mala-politica, la mala-informazione, il giornalista nel suo nuovo lavoro mette in evidenza la massima attenzione che ogni cittadino dovrebbe avere nel scegliere i rappresentanti istituzionali al governo della nazione. Perché milioni di italiani votano sempre per chi li tradisce, o addirittura li ha già traditi e si propone di rifarlo? Perché milioni di persone premiano, dalla carta stampata, ai social, dalla televisione alla radio, quei media e quei programmi che sfornano sistematicamente bugie? Se veniamo continuamente truffati da politici pessimi, incapaci è anche perché li votiamo anziché lasciarli senza un seggio e costringerli ad andare a lavorare: siamo così felici ad affidare la soluzione della nostra vita a chi né la causa oggi dei nostri problemi. Se veniamo continuamente disinformati e manipolati è perché non ci ribelliamo a chi ci prende in giro, lasciando certa carta stampata, certe radio, siti e certi social senza nessun like, certe televisioni, certi programmi tv senza audience, tutto ciò non potrebbe esistere, la falsa demagogia politica cadrebbe definitivamente nel baratro più totale. Travaglio che con questo spettacolo viene definito dai critici della satira politica il nuovo ‘Daniele Luttazzi della satira politica italiana’, ha mostrato ieri nella sua performance i veri muscoli satirici. Guerra mondiale, crisi economica, Confindustria, sanità pubblica allo sbando, Pd, Giorgia Meloni, la fine dell’era Berlusconi: mai come in questi tempi c’è stato tanto bisogno di dissenso informato. Finché continueranno a truffarci, avranno successo. Anche su questioni drammatiche come il rischio di una terza guerra mondiale in cui ci stanno trascinando e la fine dell’indipendenza della magistratura che vogliono farci inghiottire nel referendum sulla separazione delle carriere c’è tanto da dire, ma soprattutto c’è tanto da studiare. Lo spettacolo di Travaglio usa una comicità colta che <<toglie la pelle>>. La sua drammaturgia dice una verità stringente e scandalosa per tutta la classe politica italiana. L’astensione dovrebbe essere l’arma che molti italiani non dovrebbero scambiare per un’estrema forma di ribellione al ‘Sistema’, dovrebbe invece essere per il popolo italiano una grande assicurazione sulla vita (ed ecco perché in conclusione il direttore del Fatto Quotidiano invita nel messaggio finale il popolo ad aprire gli occhi perché gli elettori con l’astensione dovrebbero essere liberi e dunque incazzati che potrebbero cambiare tutto, mentre i voti di scambio e di abitudine continuano ancora ad arrivare, per la gioia di chi oggi nel nostro paese non vuole cambiare mai nulla).
