È morto dopo essere stato trovato privo di sensi in strada, con gravi lesioni e fratture multiple. Salvatore Calignano, 61 anni, operaio edile residente a Orta di Atella, non ce l’ha fatta. Trasportato prima all’ospedale San Giuliano di Giugliano e successivamente all’Ospedale del Mare di Napoli, è deceduto nonostante i tentativi dei medici di salvargli la vita. Adesso sono le indagini dei carabinieri di Caivano, coordinate dalla Procura di Napoli Nord, a dover ricostruire le ultime ore di vita dell’operaio e soprattutto chiarire come abbia riportato quelle gravissime ferite. Calignano era stato trovato in stato di incoscienza intorno alle 15 in via Fossa del Lupo, a Caivano. Il personale del 118 lo aveva soccorso e trasferito in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale San Giuliano. Vista la gravità delle sue condizioni, il 61enne era stato poi trasferito all’Ospedale del Mare, dove è morto.
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella di un possibile incidente sul lavoro, seguito – qualora gli accertamenti dovessero confermarlo – da un tentativo di allontanare immediatamente la vittima dal luogo dell’accaduto. Al momento, tuttavia, si tratta di una pista investigativa e non di una ricostruzione definitivamente accertata, le ipotesi sul tavolo investigativo sono tante. A chiedere chiarezza, ma soprattutto verità, è la moglie Carmela, 56 anni, che attraverso il suo legale Francesco Petruzzi ha espresso tutta la propria rabbia e il proprio dolore.
“Se è vero che me l’hanno abbandonato per strada voglio giustizia per mio marito, non meritava di essere trattato così”, ha dichiarato la donna. La moglie ha raccontato all’avvocato di aver ricevuto venerdì, intorno alle 13, una telefonata del marito. Calignano le avrebbe riferito di essere impegnato in alcuni lavori di manutenzione sul tetto di un capannone. Un elemento che gli investigatori dovranno accertare con il loro lavoro investigativo. C’è un dubbio clamoroso sull’assunzione del Calignano, un dubbio che investe gli avvocati difensori della moglie, bisogna scoprire se l’assunzione è stata fatta per davvero, bisogna capire l’iter contrattuale di Salvatore Calignano. Sul caso è intervenuto anche il mondo sindacale. La Cgil di Napoli e Campania ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile qualora si arrivasse a un processo. “Lo dobbiamo alla vittima e ai suoi cari”, ha dichiarato il segretario generale Nicola Ricci, chiedendo che eventuali responsabilità vengano accertate senza sconti.
Durissima anche la presa della Cisl, che ha parlato “di una mattanza che non si arresta mai”, chiedendo massimi controlli di sicurezza sui posti di lavoro. Intanto resta una domanda centrale alla quale dovranno rispondere le indagini: che cosa è realmente accaduto a Salvatore Calignano prima che venisse trovato agonizzante in quella strada di Caivano?
A raccontare la verità saranno ora gli accertamenti dei carabinieri e della Procura. Per la famiglia, invece, resta il dolore per una morte che, secondo la moglie, merita di essere spiegata fino in fondo.
