CASERTA- Si è aperta, lunedì 6 luglio, nella Sala “Papa Francesco” della Curia Vescovile di Caserta, la XXIX Settimana Biblica, appuntamento ormai consolidato nel panorama ecclesiale e culturale del territorio. La prima giornata ha richiamato sacerdoti, religiosi, insegnanti di religione, catechisti, operatori pastorali, studenti e numerosi laici, confermando l’interesse che da quasi trent’anni accompagna questa esperienza di formazione e approfondimento della Sacra Scrittura.
Ad aprire ufficialmente i lavori è stato monsignor Pietro Lagnese, vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua, che nel suo intervento inaugurale ha sottolineato il valore dell’iniziativa nel cammino delle comunità ecclesiali. Il presule ha dichiarato: «Desideriamo rinnovare e custodire la speranza che nutre ogni missione educativa ed evangelizzatrice», indicando nella Parola di Dio il fondamento del percorso formativo e pastorale della Chiesa locale.
Secondo la volontà del vescovo Lagnese, la Settimana Biblica è pensata come un evento aperto all’intera cittadinanza, con l’obiettivo di coinvolgere non solo gli operatori pastorali ma anche il più ampio tessuto sociale del territorio. Proprio in questa prospettiva, l’iniziativa si svolge nel centro di Caserta, presso la sede della Diocesi, scelta per favorire la partecipazione e rendere l’evento più accessibile a tutti.
Dopo la preghiera iniziale delle Lodi hanno preso il via le sessioni di studio dedicate quest’anno al Libro dell’Apocalisse, uno dei testi più affascinanti e complessi del Nuovo Testamento. Un tema affrontato fin dalla prima giornata con un approccio esegetico, storico e teologico, volto a fornire strumenti di lettura capaci di superare interpretazioni semplificate o esclusivamente legate all’immaginario catastrofico del testo.
Protagonisti della giornata inaugurale sono stati i biblisti don Luca Pedroli, docente di Esegesi del Nuovo Testamento presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma, e don Giuseppe De Virgilio, docente della Pontificia Università della Santa Croce, chiamati a guidare il percorso formativo fino al 10 luglio. Le loro relazioni hanno introdotto i principali temi dell’Apocalisse, mettendone in luce la ricchezza teologica, il linguaggio simbolico e il messaggio di speranza rivolto alle comunità cristiane di ogni tempo.
L’edizione 2026 conferma la crescita di una manifestazione che richiama partecipanti da diverse diocesi italiane e che si è affermata come uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati allo studio della Sacra Scrittura. Promossa dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose Interdiocesano “Santi Pietro e Paolo” dell’Area Casertana, con il patrocinio dell’Associazione Biblica Italiana e il sostegno delle diocesi di Caserta e Capua, la Settimana Biblica continua a rappresentare un punto di riferimento per la formazione teologica e pastorale.
Nel corso della giornata non sono mancati momenti di confronto tra i partecipanti, che hanno potuto dialogare con i relatori e condividere riflessioni sui contenuti affrontati. Un metodo che caratterizza da anni la Settimana Biblica e che unisce rigore accademico e partecipazione attiva.
Il convegno, a partire dalle ore 15.30, è stato inoltre seguito anche online attraverso il sito della Diocesi di Caserta, consentendo così una più ampia partecipazione da parte di fedeli, studiosi e operatori pastorali impossibilitati a essere presenti fisicamente.
Il tema dell’Apocalisse è stato presentato non come annuncio di fine del mondo, ma come testo di speranza rivolto alle prime comunità cristiane, chiamate a vivere la fede nella prova e nella storia.
I lavori proseguiranno fino a venerdì 10 luglio con un fitto calendario di relazioni e laboratori, confermando Caserta come uno dei centri di riferimento per la riflessione biblica in Italia e la Settimana Biblica come un’occasione di crescita culturale, spirituale ed ecclesiale.
