Certe vittorie non nascono in una sera. Anche quando arrivano sotto le luci di un grande palco, davanti a milioni di spettatori, portano dentro anni di sogni, sacrifici e piccoli inizi che spesso in pochi ricordano. La vittoria di Jessica Cice a The Voice Generations, su Rai 1, condotto da Antonella Clerici, è una di quelle storie. Una storia che non comincia ieri sera, ma molto prima. Comincia nel 2010, quando Jessica, originaria di Sant’Agata de’ Goti, era solo una ragazza di 14 anni con una voce già capace di farsi sentire e, soprattutto, con una forza che andava oltre l’età. È a San Nicola la Strada, sul palco del “Pierino d’Oro”, che qualcosa si accende davvero. Un concorso, sì, ma anche un luogo dove i sogni iniziano a prendere forma. A condurlo c’era Enzo Di Nuzzo, abituato a vedere giovani promesse salire ed emozionarsi. Ma quella sera Jessica non era solo una promessa. Era già presenza. Era già carattere.
Non si limitava a cantare. Riempiva il palco. Con quella grinta istintiva, con quell’energia che non si può insegnare. Il pubblico lo capì subito. La giuria anche. La sua vittoria al “Pierino d’Oro” non fu solo un premio: fu un momento. Uno di quelli che restano, che segnano un prima e un dopo. E guardandola oggi, su un palco importante come quello di Rai 1, è impossibile non rivedere quella ragazza. È cresciuta, è più consapevole, più matura. Ma quella scintilla è la stessa. Ieri sera, mentre cantava e si prendeva la scena a The Voice Generations, non c’era solo una concorrente. C’era un percorso intero. C’erano anni di lavoro silenzioso, di passione coltivata lontano dalle telecamere, di momenti in cui crederci era l’unica scelta possibile.
Abbiamo fatto alcune domande a Jessica, per farci raccontare le emozioni di ieri sera. Alla domanda: “Jessica, ieri sera hai trionfato a The Voice Generations. Qual è stata la prima emozione che hai provato appena hai sentito il tuo nome come vincitrice?”, ci dice: “Sono rimasta molto sorpresa, non me lo aspettavo, mi sono emozionata tantissimo. La prima cosa che ho rivissuto è stata l’emozione di quando ho cantato per la prima volta a 11 anni… non riesco a descrivere l’emozione”. Guardando indietro, al 2010, quando vinse il “Pierino d’Oro” a soli 14 anni, ricorda: “I giudici mi dissero che somigliavo molto a Loredana Bertè, sia per la somiglianza estetica che per la grinta. Infatti il mio stile è molto rock e a The Voice ho scelto il team Bertè proprio per questo. Quella fu la mia prima grande emozione: ero piccola e non me lo aspettavo. Rimasi davvero sorpresa perché gareggiavo con altre voci abbastanza forti”.Infine, alla domanda: “Ora che hai vinto The Voice Generations, quali sono i tuoi prossimi obiettivi nel mondo della musica?”, Jessica ci confida: “Voglio continuare a fare musica. È pronto un brano inedito pop/rock, ho voglia di far ascoltare i miei pensieri, la mia voce e, soprattutto, di andare avanti nella mia carriera musicale”. E in fondo, quella vittoria finale ha il sapore di qualcosa che era già scritto, almeno per chi c’era nel 2010.
Perché Jessica Cice, quella sera al “Pierino d’Oro”, non aveva solo vinto un concorso.
Aveva fatto intravedere il suo futuro.

