A Capodrise esplode l’emergenza scolastica dopo la dichiarazione di inagibilità dell’istituto comprensivo “Istituto Comprensivo Giacomo Gaglione” di via Marte, una decisione che lascia centinaia di studenti senza una prospettiva organizzativa chiara e immediata.
La soluzione ipotizzata dei doppi turni pomeridiani per la scuola secondaria di primo grado sta generando una forte ondata di indignazione tra le famiglie, che parlano apertamente di una gestione definita inadeguata e tardiva. Le lezioni, secondo quanto prospettato, potrebbero svolgersi tra le 14 e le 19, stravolgendo completamente la quotidianità degli studenti.
La reazione dei genitori è netta e senza sfumature: si denuncia una situazione nota da tempo e mai affrontata con interventi strutturali risolutivi, che oggi si traduce in una misura emergenziale scaricata interamente sulle famiglie. Il risultato, secondo il fronte dei genitori, è una scuola costretta a “tamponare” invece di garantire continuità educativa.
Il nodo più critico riguarda l’impatto sui ragazzi. I doppi turni vengono descritti come una soluzione penalizzante sotto ogni punto di vista: dalla rinuncia ad attività sportive e sociali alla compressione dei tempi di studio individuale, fino al problema dei rientri serali nei mesi invernali, quando l’uscita da scuola avverrebbe al buio.
Non meno forte è la preoccupazione per la sicurezza negli spostamenti e per la tenuta complessiva del sistema organizzativo, giudicato fragile e privo di alternative concrete. Le famiglie contestano inoltre la risposta dell’amministrazione commissariale, che avrebbe fatto riferimento alla mancanza di risorse economiche, alimentando ulteriormente tensione e sfiducia.
La posizione dei genitori si è ormai irrigidita: viene rivendicato il diritto all’istruzione come principio costituzionale non subordinabile a logiche di bilancio, con l’annuncio di possibili iniziative e interlocuzioni istituzionali fino al livello prefettizio.
Il caso di Capodrise riporta così al centro il tema, sempre più urgente, dell’edilizia scolastica nel territorio casertano, dove le fragilità strutturali si trasformano rapidamente in emergenze sociali che ricadono direttamente su studenti e famiglie.
