Il Vescovo Lagnese
Sabato 14 febbraio 2026 la Biblioteca del Seminario in piazza Duomo a Caserta ha ospitato la 17ª edizione del Premio Buone Notizie.
Un appuntamento ormai unico in Italia, dedicato all’informazione positiva e responsabile.
La cerimonia, avviata alle ore 16, ha richiamato giornalisti, istituzioni e cittadini.
Caserta si è così confermata punto di riferimento nazionale per il giornalismo di qualità.
Il premio valorizza chi racconta non solo i fatti, ma anche le soluzioni e la speranza.
A guidare l’organizzazione il Dott. Michele De Simone, presidente del comitato promotore.
Accanto a lui Luigi Ferraiuolo, giornalista e segretario del Premio.
Presente anche Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania.
Tra i premiati Gian Antonio Stella, storica firma del Corriere della Sera.
Riconoscimento anche per Esma Çakir, giornalista di Euronews e già presidente della Stampa Estera.
Applaudita Angela Iantosca, protagonista del monologo “Disarmare, voce del verbo amare”.
A ciascuno è stata consegnata una scultura in bronzo dell’artista Battista Marello.
Momento centrale l’assegnazione della “Buona Notizia dell’Anno 2025”.
Il titolo è andato alla Fondazione con il Sud per l’impegno nel Mezzogiorno.
Premiati i progetti capaci di generare sviluppo e coesione sociale.
Incisive le parole del vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua, Monsignor Pietro Lagnese.
«La risoluzione dei conflitti risiede nell’empatia mediata dalla straordinaria potenza comunicativa del verbo.
Disarmare, voce del verbo amare, si trasforma in un monito imprescindibile».
Un messaggio forte che ha segnato l’intera serata.
Il Premio Buone Notizie si conferma così festa della comunicazione che costruisce futuro.
