Il mare si apre, le imbarcazioni si avvicinano lentamente alla costa e sulla spiaggia cresce l’attesa. Poi compare la barca con la statua dell’Assunta. È il momento in cui Mondragone riconosce uno dei gesti più identitari della propria devozione: Maria arriva dal mare e la città si prepara ad accoglierla.
È accaduto ieri sera, domenica 9 agosto, quando la tradizionale Translatio Mariae ha riportato l’Assunta dal largo fino al piazzale Mario Liberato Conte, rinnovando ancora una volta lo “Sbarco dell’Assunta”, appuntamento che da oltre quarant’anni accompagna la comunità mondragonese verso la solennità del 15 agosto.
Una celebrazione che ha nel mare il suo elemento più riconoscibile, ma che affonda le proprie radici in una devozione molto più antica. Prima ancora delle barche, prima dello sbarco e della processione lungo il litorale, c’era infatti una comunità che già viveva con intensità la vigilia dell’Assunta.
Ieri, quella storia è tornata a camminare attraverso le strade della città.
Il primo appuntamento della giornata è stato a Baia Azzurra.
Alle 19.30 la comunità si è riunita per la celebrazione della Santa Messa. È stato il momento iniziale di un rito destinato, poco dopo, a lasciare la terra per affidarsi al mare.
Al termine della celebrazione, la statua dell’Assunta è stata accompagnata dai bagnini del territorio verso l’imbarcazione predisposta per la traversata.
Alle 20.30 la barca ha lasciato la costa.
Da quel momento il percorso della Madonna è diventato visibile anche a distanza: l’imbarcazione con la statua ha preso la direzione del piazzale Mario Liberato Conte, accompagnata dalla Guardia costiera e da numerose imbarcazioni private.
Sulla terraferma, intanto, la notizia dell’arrivo si trasformava nell’attesa concreta di una folla.
La spiaggia si è riempita progressivamente di fedeli. C’era chi osservava dalla riva, chi cercava un punto dal quale seguire meglio il corteo sul mare e chi, come accade ormai da anni, ha scelto di entrare in acqua per avvicinarsi alla barca e accompagnare la Vergine nel suo arrivo.
Il mare, per una sera, è diventato una strada processionale.
L’arrivo al piazzale Mario Liberato Conte ha rappresentato il cuore della celebrazione.
La barca si è avvicinata al punto dello sbarco mentre dalla riva i fedeli attendevano la statua. L’Assunta è tornata così dalla dimensione del mare a quella della città.
Ad accoglierla, insieme alla popolazione, sono stati mons. Giacomo Cirulli, vescovo di Teano-Calvi, Alife-Caiazzo e Sessa Aurunca, il sindaco Francesco Lavanga e il parroco di San Rufino don Osvaldo Morelli.
Il momento dello sbarco ha ancora una volta mostrato quanto il rito sia entrato nella memoria della comunità.
Non è soltanto l’arrivo di una statua. È il momento nel quale un’intera città sembra riconoscersi in un gesto ripetuto ogni anno: la Madonna che viene dal mare, viene accolta e poi portata per le strade.
Dopo l’approdo, la statua è stata affidata alle spalle dei fedeli.
È cominciata la processione.
Il cammino verso San Rufino
Dal piazzale Mario Liberato Conte la celebrazione ha proseguito lungo le strade di Mondragone.
La folla ha accompagnato la Madonna nel suo cammino verso la chiesa di San Rufino, seguendo la statua portata a spalla.
È qui che il significato dello Sbarco appare nella sua completezza: il viaggio non termina sulla riva.
Il mare rappresenta soltanto il primo tratto di un percorso che continua attraverso la città.
Prima l’acqua, poi il molo, quindi le strade e infine la chiesa.
Un itinerario che ripete simbolicamente il passaggio dalla dimensione del mare a quella della comunità, fino al luogo nel quale la statua torna a essere custodita.
A San Rufino si è conclusa la celebrazione, dopo una serata nella quale la città ha ritrovato uno dei suoi appuntamenti religiosi più caratteristici.
Lo Sbarco dell’Assunta, nella forma che oggi conosciamo, ha una storia relativamente recente.
La Translatio Mariae nasce nel 1980, per iniziativa dell’allora parroco di San Rufino, don Franco Alfieri, scomparso nel 2020.
Fu lui a intuire la possibilità di legare la devozione alla Vergine al mare e di coinvolgere direttamente i pescatori del territorio.
Da quella intuizione nacque il rito che ancora oggi vede la statua partire da Baia Azzurra e raggiungere il piazzale Mario Liberato Conte.
Quella scelta trasformò il rapporto tra la festa dell’Assunta e il territorio.
Il mare, che fino a quel momento era semplicemente parte del paesaggio della città, entrò nella celebrazione diventandone uno degli elementi fondamentali.
Da allora, ogni anno, la Madonna arriva dal largo.
E ogni anno Mondragone torna ad attenderla sulla riva.
Ma la storia della devozione mondragonese all’Assunta viene da molto più lontano.
Negli anni Quaranta la festa del 14 e 15 agosto aveva un volto completamente diverso.
La statua della Madonna usciva dalla chiesa di San Rufino e raggiungeva una piccola cappellina situata lungo la via Domiziana.
Quel luogo oggi non esiste più. La cappellina venne demolita per consentire l’allargamento della strada e la sua memoria è stata successivamente conservata attraverso una piccola statua della Madonna.
La vigilia dell’Assunta era allora caratterizzata soprattutto dalla preghiera e dalla penitenza.
I fedeli trascorrevano l’intera notte in veglia e il giorno successivo osservavano il digiuno, interrotto soltanto da pane e cocomero.
Non c’era ancora la spettacolarità dello sbarco dal mare.
C’era però già una partecipazione popolare intensa, una comunità che si raccoglieva intorno alla Vergine nel momento più importante dell’estate religiosa.
Nel 1980 don Franco Alfieri introdusse un elemento nuovo senza cancellare ciò che c’era stato prima.
La devozione rimase la stessa, ma trovò un nuovo linguaggio.
Il mare divenne parte del rito.
I pescatori furono coinvolti direttamente e la barca divenne il luogo sul quale la statua della Madonna avrebbe compiuto il suo viaggio verso la città.
Da allora sono trascorsi 46 anni.
La Translatio è diventata un appuntamento riconoscibile e atteso, capace di coinvolgere non soltanto quanti partecipano abitualmente alle celebrazioni religiose, ma anche famiglie, giovani, pescatori, operatori del litorale e quanti, durante l’estate, vivono la costa di Mondragone.
È forse questa una delle ragioni della sua forza: il rito religioso entra nel paesaggio quotidiano della città e lo trasforma.
La spiaggia diventa luogo di attesa.
Il mare diventa percorso processionale.
Il molo diventa luogo di accoglienza.
Le strade diventano processione.
E San Rufino torna a essere il punto verso il quale tutto converge.
Una comunità che si riconosce nella sua Madonna
Le immagini dello Sbarco raccontano ogni anno la stessa storia, ma ogni volta con persone, volti e generazioni differenti.
Ci sono gli anziani che ricordano le celebrazioni di un tempo, quelli che hanno conosciuto personalmente don Franco Alfieri e ricordano come nacque l’idea dello sbarco.
Ci sono le famiglie che portano i bambini sulla spiaggia.
Ci sono i giovani che seguono il corteo dal mare.
Ci sono i fedeli che attendono il momento dell’approdo e poi si uniscono alla processione.
E ci sono quanti magari non partecipano abitualmente alle celebrazioni, ma sentono questo appuntamento come parte della storia della propria città.
È in questa dimensione popolare che la Translatio conserva la propria forza.
Perché il rito non è rimasto soltanto una celebrazione religiosa: è diventato nel tempo anche un appuntamento della memoria collettiva.
A Mondragone il rapporto con il mare non è soltanto geografico.
È storia, lavoro, estate, paesaggio, memoria familiare.
Per questo l’immagine della Madonna che attraversa il mare assume un significato particolare.
La Vergine arriva proprio da quell’orizzonte che da sempre accompagna la vita della città.
E quando la barca raggiunge la riva, la distanza tra il mare e la terra viene cancellata dalla partecipazione dei fedeli.
Ieri sera è successo ancora una volta.
La Madonna è partita da Baia Azzurra, ha attraversato il mare accompagnata dalle imbarcazioni, è approdata al piazzale Mario Liberato Conte ed è stata poi portata a spalla verso San Rufino.
Un percorso semplice nella sua struttura, ma diventato nel tempo uno dei simboli della devozione dell’Assunta a Mondragone.
La Translatio di ieri ha così aperto, anche attraverso la tradizione popolare, il cammino verso la solennità dell’Assunzione di Maria Santissima del prossimo 15 agosto.
La festa continua, ma un momento centrale è ormai alle spalle.
Resta il ricordo di una sera nella quale il mare si è trasformato ancora una volta in una processione e la città ha risposto all’arrivo della Madonna con la propria presenza.
Dal largo alla riva, dalla riva alle strade, dalle strade a San Rufino.
È questo il viaggio che Mondragone ripete da 46 anni.
Un viaggio nato da un’intuizione di don Franco Alfieri, cresciuto grazie alla partecipazione dei pescatori e diventato patrimonio della comunità.
Ieri Maria è arrivata ancora una volta dal mare. E Mondragone, ancora una volta, l’ha attesa, accolta e accompagnata a casa.
