Una ferita aperta nel cuore della città, a pochi passi da uno dei monumenti più importanti al mondo. È questa la situazione denunciata dai residenti di via Martiri di Bellona a Caserta, dove l’ex scuola elementare comunale continua a rappresentare un simbolo di degrado e abbandono nonostante un progetto di riqualificazione già finanziato e annunciato.
L’edificio, dopo anni di inutilizzo e di progressivo deterioramento, avrebbe dovuto essere completamente trasformato attraverso un importante intervento di rigenerazione urbana. Il progetto prevede la demolizione e ricostruzione della struttura per realizzare un nuovo asilo nido comunale da 108 posti, con un investimento di circa 2 milioni e 592 mila euro attraverso i fondi Next Generation EU – PNRR, nell’ambito della Missione 4 dedicata al potenziamento dei servizi educativi.
Un’opportunità importante per il quartiere e per l’intera città, destinata a restituire una funzione pubblica a un immobile comunale rimasto per troppo tempo inutilizzato. Ma, secondo quanto segnalato dai residenti, il passaggio dalla progettazione alla fase operativa starebbe tardando ad arrivare.
La preoccupazione dei cittadini è cresciuta soprattutto dopo l’incontro avuto nel mese di maggio con i commissari prefettizi del Comune di Caserta, ai quali era stata illustrata la situazione dell’area. In quella occasione, secondo quanto riferiscono gli stessi residenti, erano arrivate rassicurazioni sull’avvio dei lavori e sulla volontà di procedere rapidamente alla riqualificazione dell’immobile.
A distanza di mesi, però, i cittadini sostengono di non aver visto alcun cambiamento concreto.
«Ci era stato assicurato che l’intervento sarebbe partito – raccontano alcuni residenti – ma ad oggi continuiamo a vedere soltanto una struttura abbandonata. Abbiamo bisogno di tempi certi e di risposte chiare».
La protesta non riguarda soltanto il mancato avvio del cantiere, ma anche le condizioni generali dell’area circostante. Via Martiri di Bellona, secondo i residenti, continua a vivere una situazione di difficoltà legata al degrado dell’immobile e alla percezione di insicurezza generata da un luogo lasciato senza una funzione e senza una piena valorizzazione.
Una condizione ritenuta ancora più grave considerando la posizione strategica della zona: le abitazioni e la strada sono infatti prospicienti alla Reggia di Caserta, patrimonio mondiale UNESCO e principale simbolo culturale e turistico della città.
Per i cittadini, la presenza di un’area in stato di abbandono a ridosso della Reggia rappresenta un evidente contrasto con l’immagine che Caserta dovrebbe offrire ai visitatori e con il valore storico e monumentale del contesto.
«Non chiediamo soltanto il recupero di un edificio – sottolineano i residenti – ma chiediamo rispetto per un quartiere e per una zona che dovrebbe essere un biglietto da visita della città. Non è accettabile che a pochi metri dalla Reggia ci siano situazioni di questo tipo».
La vicenda dell’ex scuola di via Martiri di Bellona si inserisce quindi in un quadro più ampio: da una parte la grande opportunità rappresentata dai fondi PNRR e dalla nascita di un nuovo servizio dedicato alle famiglie; dall’altra la necessità di garantire che gli impegni assunti si traducano rapidamente in opere visibili.
Alla luce dei ritardi percepiti, i residenti stanno valutando la presentazione di un atto formale di diffida nei confronti dell’amministrazione comunale, con l’obiettivo di ottenere chiarimenti sullo stato della procedura, sul cronoprogramma dei lavori e sulle motivazioni che avrebbero determinato il mancato avvio dell’intervento.
La richiesta è quella di un confronto trasparente e di un’accelerazione delle procedure, affinché un progetto nato per cancellare il degrado non rischi di rimanere soltanto un annuncio.
L’ex scuola di via Martiri di Bellona oggi rappresenta una sfida per Caserta: trasformare un luogo abbandonato in un servizio per la comunità e dimostrare che anche le aree più problematiche possono tornare a vivere.
Ma per i residenti il tempo delle attese è finito: dopo anni di degrado, servono fatti concreti.
