FORMICOLA – C’è una storia poco conosciuta che attraversa l’Oceano Atlantico insieme a migliaia di uomini e donne in fuga dalle persecuzioni, dalla povertà e dall’incertezza del futuro. È la storia delle comunità ebraiche che, tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, lasciarono l’Europa orientale per raggiungere Buenos Aires, trovando nella musica un nuovo linguaggio con cui custodire la memoria delle proprie radici e costruire una nuova identità. Da quell’incontro di culture, tradizioni e destini nacque anche una pagina affascinante della storia del tango.
A questo intreccio di vicende umane, arte e memoria è dedicata “Il ballo proibito – Storie di tango e di ebrei”, la conferenza-concerto in programma sabato 9 agosto 2026, alle ore 20, presso Palazzo Di Rubba-Mecchia, in via A. Funaro 28 a Formicola.
L’evento, organizzato dall’Associazione “Il Giardino Letterario” APS, presieduta dalla prof.ssa Clara Di Rubba, propone un percorso che unisce ricerca storica, musica e danza, offrendo al pubblico un’occasione di riflessione su temi di straordinaria attualità come l’emigrazione, l’identità culturale e il dialogo tra i popoli.
«Con questa iniziativa – afferma la presidente Clara Di Rubba – vogliamo dimostrare come la cultura possa essere uno straordinario strumento di incontro. Il tango racconta una storia di sofferenza, di speranza e di rinascita che appartiene a tanti popoli e che continua a parlarci anche oggi. Attraverso la musica e il racconto storico possiamo riscoprire il valore della memoria e comprendere meglio il presente».
Protagonista della serata sarà il professor Furio Biagini, studioso di storia dell’ebraismo e autore di numerosi saggi, che accompagnerà il pubblico alla scoperta del contributo offerto da musicisti, compositori e intellettuali ebrei alla nascita e alla diffusione del tango argentino. Un racconto che mette in luce come questa musica, nata nei quartieri popolari di Buenos Aires dall’incontro di tradizioni europee, africane e latinoamericane, sia diventata il simbolo di una società costruita dall’immigrazione.
Per molti ebrei arrivati in Argentina il tango rappresentò molto più di un semplice ballo. Fu una forma di integrazione, un modo per trasformare il dolore dell’esilio in espressione artistica e per condividere emozioni comuni con altre comunità di emigranti, soprattutto italiani e spagnoli. Non a caso, quella musica fatta di malinconia, passione e speranza raccontava la stessa nostalgia di chi aveva lasciato la propria terra inseguendo un futuro migliore.
La narrazione sarà accompagnata dall’esecuzione dal vivo di celebri pagine del repertorio tanguero affidate a un trio composto da Salvatore Di Russo al clarinetto, Pietro Bentivenga alla fisarmonica e Clelia Liguori alla voce. Ad arricchire ulteriormente la serata saranno le coreografie interpretate dai ballerini Francesco Menichini e Francesca Russo, che tradurranno in movimento le atmosfere e le emozioni evocate dal racconto storico.
«Il nostro obiettivo – aggiunge Clara Di Rubba – è fare di Palazzo Di Rubba-Mecchia un luogo in cui la cultura diventi esperienza condivisa. Ospitare un appuntamento di questo livello significa offrire al territorio occasioni di crescita, confronto e conoscenza, valorizzando il dialogo tra discipline diverse e mantenendo viva la memoria di vicende che appartengono alla storia dell’umanità».
L’iniziativa conferma l’impegno dell’Associazione “Il Giardino Letterario” nel promuovere appuntamenti capaci di coniugare divulgazione, spettacolo e valorizzazione della memoria storica. “Il ballo proibito” non sarà soltanto una conferenza né un semplice concerto, ma un viaggio nella storia del Novecento, tra partenze, approdi e speranze, raccontato attraverso uno dei linguaggi più universali che l’umanità abbia saputo creare: la musica. Perché il tango, nato ai margini del mondo, continua ancora oggi a parlare di libertà, dignità e incontro tra culture diverse.
