Le sacrosante preoccupazioni espresse in queste ore da Federalberghi e Confcommercio Caserta confermano, punto per punto, le riserve che avevo manifestato pubblicamente in Consiglio Comunale.
Nell’agosto del 2024, mentre il gruppo di Fratelli d’Italia — guidato allora dal capogruppo Paolo Santonastaso — decideva in modo compatto di esprimere voto favorevole al regolamento sull’imposta di soggiorno per senso di responsabilità e leale collaborazione istituzionale verso le sorti finanziarie della città, io volli esplicitare con fermezza tutte le mie perplessità personali nella dichiarazione di voto. Forte della mia passata esperienza di assessore nella prima giunta Del Gaudio, ricordai all’aula come all’epoca mi fossi opposto fermamente a questa imposta proprio per non gravare sulle nostre imprese e tutelare i flussi turistici. In quella sede, misi chiaramente in guardia sul rischio che il tributo diventasse un mero bancomat per l’ente piuttosto che una leva di sviluppo per il territorio.
Oggi, con la delibera numero 16 approvata lo scorso 9 luglio, i timori che avevo espresso hanno purtroppo trovato conferma. Con questo provvedimento si è deciso di ritoccare le tariffe dell’imposta con decorrenza già dal prossimo mese di settembre. Una decisione calata dall’alto e assunta in maniera del tutto unilaterale, senza minimamente consultare gli operatori del settore e le associazioni di categoria.
Sia chiaro: il mio intento non è affatto quello di mettermi in sterile contrapposizione con l’operato della Commissione Straordinaria, di cui rispetto profondamente il gravoso ruolo di gestione provvisoria dell’ente. Tuttavia, i Commissari hanno il dovere di spiegare alla città e alle categorie produttive le ragioni tecniche e programmatiche di questo aumento improvviso, nonché di fare chiarezza su un punto fondamentale: che fine hanno fatto i proventi dell’imposta già incassati nel corso del 2025? La trasparenza non può essere considerata una formalità burocratica.
Aumentare le tariffe a ridosso di settembre significa ignorare totalmente i meccanismi del mercato turistico. Le nostre strutture ricettive, siano esse alberghi o realtà dell’extralberghiero, programmano offerte e pacchetti con agenzie e tour operator con moltissimi mesi di anticipo; modificare i prezzi in corso d’opera crea un danno d’immagine ed economico incalcolabile. Gli operatori non possono essere trattati come mucche da mungere a cui chiedere continui sacrifici senza offrire nulla in cambio: i parcheggi strategici di piazza Carlo III e via Vittorio Veneto restano ancora chiusi, i servizi turistici sono carenti e il decoro urbano della città è sotto gli occhi di tutti.
Per amministrare Caserta e programmarne il rilancio serve un metodo profondamente diverso, basato sull’ascolto, sulla pianificazione condivisa e sulla sinergia con chi produce ricchezza sul territorio. Chiedo pertanto alla Commissione Straordinaria di sospendere l’efficacia del provvedimento e di convocare con urgenza il Tavolo del Turismo. Se l’adeguamento delle tariffe risulterà effettivamente necessario e sarà condiviso con la categoria, la sua entrata in vigore dovrà essere differita al 1° gennaio 2027, dando agli operatori il tempo necessario per programmare la stagione. Caserta ha bisogno di una guida forte, radicata e autorevole, capace di tutelare le imprese e di governare i processi di sviluppo con una visione strategica di lungo periodo, non con decisioni unilaterali prese alle spalle della comunità.
Avvocato Pasquale Napoletano
