Due giorni dedicati al vino attraverso un percorso di formazione e degustazione organizzato da Fipe Confcommercio Caserta in collaborazione con l’enoteca Il Torchio. ‘La carta dei vini come strumento del ristoratore. Dalla selezione al tavolo’, questo il titolo del minicorso che si svolgerà lunedì 4 maggio dalle 15 alle 17,30 nella sede di Confcommercio in via Renella e martedì 5 maggio dalle 16,30 alle 18,30 presso l’enoteca Il Torchio. A guidare i partecipanti in questo percorso sarà Antonella Amodio, giornalista esperta di vini, sommelier e scrittrice. ‘Per anni – racconta – il vino è stato relegato a semplice accessorio all’interno dei ristoranti, con un ruolo spesso marginale. Il mio impegno, portato avanti con costanza nel tempo, è quello di ripensare la cantina come un elemento centrale dell’esperienza gastronomica, capace di arricchire e valorizzare ogni momento vissuto dal cliente. Le connessioni e le sinergie tra cucina e vino sono fondamentali anche in termini di narrazione: raccontano identità, tradizioni e cultura. In questo contesto, la carta dei vini diventa uno strumento strategico, non solo per esprimere una visione, ma anche per contribuire concretamente alla crescita del valore economico. Il corso offre strumenti concreti per costruire un’offerta su misura, perfettamente integrata con l’identità gastronomica del locale’. Aperta a 25 partecipanti associati a Confcommercio, la due giorni è stata pensata per migliorare la capacità dei pubblici esercizi di selezionare i vini ma anche di saperne interpretare e riconoscere la qualità, abbinandola al territorio e soprattutto al food cost, quindi al costo delle materie prime. Un indice fondamentale per misurare l’incidenza percentuale delle spese per gli ingredienti sul prezzo di vendita finale di un piatto o sul totale degli incassi. ‘Chi fa ristorazione oggi – spiega Giuseppe Russo, presidente provinciale Fipe – sa bene che la gestione dei costi e quella degli sprechi sono diventate centrali nello svolgimento dell’attività. Il pubblico esercizio deve quindi essere in grado di realizzare una lista vini che abbia un ottimo rapporto qualità-prezzo senza rinunciare alla qualità del prodotto e magari valorizzando anche le produzioni locali. Per raggiungere questo risultato ci siamo affidati ad una delle giornaliste più competenti in materia di vini come Antonella Amodio e ad una realtà storica del territorio come Il Torchio’. Un mondo, quello del vino, con le sue regole e le sue peculiarità come fa notare Oreste Giannini, titolare con suo fratello Mauro dell’enoteca Il Torchio. ‘Arrivare alla terza generazione nella gestione di un’impresa familiare – racconta – è un traguardo significativo che tuttavia comporta delle sfide. Una delle ultime è quella di avvicinare a questo mondo la fascia generazionale tra i 20 e i 30 anni storicamente più attratta da cocktail e birra. Nella nostra attività proponiamo spesso corsi di approccio, conoscenza e degustazione e dal nostro osservatorio abbiamo potuto registrare una crescente attenzione negli ultimi anni al prodotto vino’.
