Un tema che da sempre affascina, divide e alimenta interrogativi senza tempo: gli UFO. Sabato 11 aprile alle ore 16:30, l’oratorio Don Bosco di Garzano di Caserta ospiterà un evento che promette di accendere il dibattito su uno degli argomenti più controversi e discussi a livello mondiale.
L’iniziativa, organizzata dall’associazione “Libero Pensiero Caserta”, porterà al centro dell’attenzione il fenomeno ufologico, con uno sguardo che parte dagli scenari internazionali per arrivare fino alle dinamiche locali. Un viaggio tra testimonianze, analisi e interpretazioni che proveranno a fare luce su ciò che ancora oggi sfugge a spiegazioni definitive.
A guidare il pubblico in questo percorso saranno tre relatori di rilievo: Umberto Telarico, autore e ricercatore nonché inquirente del CUN, Carlo Di Litta, divulgatore impegnato nello studio del fenomeno UFO, e il Gennaro Pepe, psicoterapeuta e ipnoterapeuta, che offrirà una prospettiva legata agli aspetti psicologici e percettivi delle esperienze legate all’ignoto.
L’incontro si terrà presso l’Oratorio Don Bosco, in via San Rocco 4, luogo che per un pomeriggio si trasformerà in un punto di osservazione privilegiato su un fenomeno che continua a far discutere scienziati, appassionati e opinione pubblica.
L’evento si inserisce in un contesto globale in cui il tema degli oggetti volanti non identificati è tornato con forza al centro del dibattito mediatico e istituzionale, tra report ufficiali, testimonianze e nuove ipotesi. Ma l’obiettivo dell’incontro non è solo guardare lontano: sarà dato spazio anche a episodi e segnalazioni legate al territorio casertano, in un tentativo di collegare il locale al globale.
Tra curiosità, scetticismo e desiderio di conoscenza, la conferenza si propone come un momento di confronto aperto su un argomento che continua a sfidare certezze e confini della comprensione umana.
Per gli organizzatori, il messaggio è chiaro: la partecipazione del pubblico sarà fondamentale per dare vita a un dialogo vivo e stimolante su uno dei misteri più affascinanti del nostro tempo. Perché, in fondo, la domanda resta sempre la stessa: siamo davvero soli?
