Nasce il Centro di Ricerca Universitario per l’Inquinamento Ambientale e le Malattie Cardiovascolari (CIAMC). L’Ateneo Vanvitelli presenterà ufficialmente il nuovo Centro al pubblico e alla stampa o nel corso di un evento scientifico e divulgativo che si terrà mercoledì 8 aprile dalle ore 9 alle 13 presso l’Aula degli Affreschi del Complesso Sant’Andrea delle Dame a Napoli.
Il centro nasce con l’obiettivo di studiare uno dei temi emergenti più rilevanti per la salute globale: l’impatto degli inquinanti ambientali – in particolare microplastiche e nanoplastiche – sul sistema cardiovascolare.
Negli ultimi anni numerose ricerche internazionali hanno dimostrato che le microplastiche sono ormai presenti nell’ambiente, negli alimenti e perfino nei tessuti umani. Studi recenti suggeriscono che queste particelle possano contribuire a processi infiammatori e a patologie cardiovascolari come infarto e ictus.
Il nuovo centro della Vanvitelli rappresenta uno dei primi poli di ricerca al mondo dedicati specificamente allo studio del ruolo delle micro- e nanoplastiche nelle malattie cardiovascolari, integrando competenze di medicina clinica, biologia molecolare, imaging cardiovascolare e tecnologie avanzate di spettroscopia.
Il progetto è supportato da importanti risultati scientifici già pubblicati su riviste internazionali di alto impatto e ha ricevuto un ampio riscontro sui media internazionali, testimoniando l’interesse crescente verso questo nuovo campo della medicina ambientale.
Durante l’evento verranno presentati:
- gli obiettivi scientifici del Centro
- le principali linee di ricerca
- i risultati scientifici già pubblicati
- i progetti futuri di prevenzione cardiovascolare legati all’inquinamento ambientale
L’iniziativa è rivolta non solo alla comunità scientifica ma anche alla società civile, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sui nuovi fattori ambientali che possono influenzare la salute cardiovascolare.
La presenza dei rappresentanti dei media sarà fondamentale per diffondere queste conoscenze e favorire un dibattito pubblico su un tema destinato ad avere un impatto crescente sulla salute globale.
