Il professore: “I cristiani compagni preziosissimi nella ricerca della giustizia sociale perché con la fede nella Resurrezione ci insegnano che il limite estremo del possibile è l’impossibile”
CASERTA – Ritessere il filo dell’intesa tra cristiani e politici responsabili, per restituire alla politica la capacità di costruire mediazione, diritto e pace. È il messaggio lanciato dal professor Massimo Cacciari, intervenuto in chiusura all’Archivio di Stato di Caserta nell’incontro di ieri «Il dialogo tra laici e cattolici nell’eredità di Paolo Broccoli e Raffaele Nogaro», promosso nell’ambito della XX Settimana nazionale della ricerca.
Cacciari ha richiamato la diversa natura dell’impegno di Broccoli e Nogaro, accomunati da una profonda intesa sul terreno della responsabilità.
Broccoli era “un uomo tutto politico”, che soffriva dell’impossibilità di esercitare pienamente quella politica della responsabilità nella quale credeva. “Responsabilità significa capacità di rispondere” – ha sottolineato il filosofo – distinguendola dalla retorica dell’ascolto oggi tanto diffusa. Per Broccoli, questo dovere richiedeva un’organizzazione politica capace di affrontare problemi sempre più drammatici, ma proprio nell’impotenza degli strumenti organizzativi si consumava una delle sue maggiori sofferenze.
Dall’altra parte c’era un cristiano. Per Nogaro, ha spiegato Cacciari, tutto si riassumeva in questa parola: essere cristiani significa cercare, con tutte le proprie energie, di seguire Cristo. Una convinzione essenziale, da cui discendeva ogni suo gesto. Il cristiano è, in questo senso, profondamente laico, estraneo a ogni compromesso tra dimensione politica e dimensione spirituale. Da qui nasceva un’intesa immediata con l’etica della responsabilità politica incarnata da Broccoli, in un rapporto che affondava le radici nella migliore tradizione della sinistra e del cattolicesimo italiani.
Il terreno comune era la ricerca di un’alternativa alla forza, attraverso l’intesa, il diritto e il compromesso inteso nella sua dimensione storica, come strumento per costruire la pace. “I cristiani – ha spiegato ancora il professore – sono dei compagni preziosissimi nella ricerca della giustizia sociale perché con la loro fede nella Resurrezione ci insegnano che il limite estremo del possibile è l’impossibile. Chi sa muoversi nella prospettiva del iam et nondum [già e non ancora n.d.r.] e non crede nella fine della storia sa trovare strade impensabili ai più”. Per Cacciari, riprendere oggi quel legame significa mettere in relazione la testimonianza e le parole della Chiesa con una politica capace di comprendere la gravità della situazione attuale. “Dobbiamo riprendere questa intesa tra cristiani e politici responsabili, ritessere il filo di questa intesa lunga storia”: senza quel filo, ha avvertito, la crisi che attraversa l’Europa non potrà che precipitare.
Ad aprire l’incontro, moderato dal giornalista di Repubblica Francesco De Core, è stata la direttrice dell’Archivio di Stato, Fortunata Manzi, richiamando il valore etico e civile di due figure lontane per orientamento ideologico, ma unite da un comune impegno per la società. Il vescovo di Caserta e Capua, Pietro Lagnese, ha ricordato la loro amicizia, capace di guardare al futuro e di alimentare quella “virtù dell’amicizia” che diventa strumento di dialogo in un tempo segnato da polarizzazioni e conflitti.
Paola Broccoli, presidente dell’associazione intitolata al padre, ha sottolineato il patrimonio culturale e politico lasciato da entrambi e il valore dell’archivio che Paolo Broccoli ha voluto consegnare al territorio.
Di grande intensità emotiva l’intervento della Prof. Anna Carfora, della Fondazione Nogaro, che ha ripercorso il cammino di Nogaro accanto agli ultimi, ai migranti e ai lavoratori, nella convinzione che la fedeltà al Vangelo coincidesse con quella alla persona. “Nel vescovo – ha sottolineato – l’uomo e la figura istituzionale coincidevano, senza discrepanze né contraddizioni. Una sola fedeltà, quella al Vangelo, che per Nogaro coincideva con la fedeltà alla persona. Da qui la sua idea di essere compagno di strada, condividendo la condizione degli altri, tutti sullo stesso piano e sulla stessa barca”. Carfora ha quindi ripercorso alcune delle battaglie che videro Nogaro al fianco degli ultimi: la difesa dell’ospedale di Sessa Aurunca, le marce della notte di Natale del 1987 e del 1989 accanto ai lavoratori, la lotta contro la guerra, le cave e l’inquinamento, fino alla mobilitazione contro la discarica di Lo Uttaro, quando nel 2007 celebrò una messa alla quale parteciparono circa duemila persone. Un impegno che non conosceva confini confessionali, come dimostrava la presenza alle sue omelie di persone che non avrebbero mai messo piede in una chiesa. Da qui anche la sua insofferenza per l’idea di un’unità politica dei cattolici: “I credenti non possono diventare categoria politica”.
Il Professor Alex Höbel ha inquadrato il dialogo tra cattolici e comunisti nella storia della Repubblica, mentre il prof. Nelson Mauro Maldonato ha ricordato il rapporto tra coscienza, diritto e responsabilità individuale. Adelchi Scarano, biografo di Broccoli, ha infine ripercorso i vent’anni di intensa frequentazione tra Broccoli e Nogaro, testimonianza di un incontro fondato sulla dignità umana.
All’iniziativa erano presenti il presidente don Nicola Lombardi e moltissimi soci della Fondazione Padre Raffaele Nogaro, a testimonianza di un’eredità che continua a interrogare la comunità. Perché, come emerso nel corso dell’incontro, il dialogo tra laici e cattolici non appartiene al passato: è una strada da riprendere per costruire, insieme, una pace concreta.
