Fotografo: Giuseppe Sorbo
Un grande dibattito civile e culturale sulle figure storiche di Paolo Broccoli e Raffaele Nogaro nel convegno ‘Il dialogo tra cattolici e laici nell’eredità di Paolo Broccoli e Raffaele Nogaro’ svolto ieri nella sala conferenze dell’Archivio di Stato di Caserta, all’interno del Palazzo Reale. Un dibattito che ha avuto come scopo una riflessione sul valore e sul dialogo tra culture diverse, prendendo spunto ieri dal percorso umano ed intellettuale di due figure che hanno reso importante il dibattito pubblico del territorio casertano. Nel convegno di ieri, sono state discusse tematiche come l’impegno civile, la responsabilità sociale, la cultura democratica e la ricerca religiosa, tematiche che hanno appassionato il pubblico presente. Ad aprire i lavori ieri pomeriggio la direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, Fortunata Manzi, che ha letto il messaggio del direttore generale Archivi e direttore ad interim della Reggia di Caserta Leo Tarasco. A moderare l’incontro Francesco De Core, caporedattore centrale di Repubblica, una sala gremita e attenta per quasi tre ore di interventi. L’evento rientrava nel programma della XX Settimana Internazionale della Ricerca dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e ha riunito esponenti del mondo accademico, delle istituzioni culturali, della Chiesa e dell’associazionismo. Importanti sono stati gli interventi di Anna Carfora della Fondazione ‘Padre Raffaele Nogaro’, dello storico Alex Hòbel dell’Università Roma Tre, del vescovo di Caserta Monsignor Pietro Lagnese, di Nelson Mauro Maldonato dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, e di Adelchi Scarano, biografo di Paolo Broccoli. Paola Broccoli, presidente dell’associazione di volontariato intitolata a suo zio Paolo Broccoli, ha evidenziato una richiesta precisa nel discorso introduttivo: il fondo poteva finire alla Camera dei Deputati, e invece è rimasto a Caserta, a disposizione di questo territorio. I due personaggi, ha espresso la Broccoli, si sono spesi per rivalutare la provincia da una dipendenza culturale che la confina nella periferia della storia. Un dialogo capace di mettere in evidenza la relazione tra la cultura cattolica e quella laica, non come mondi contrapposti, ma come in realtà che possono incontrarsi e confrontarsi sulle grandi questioni della vita civile e del bene comune. Un convegno è importante che ha messo in evidenza anche ascoltando i relatori, la centralità del confronto pubblico che spesso nella nostra società contemporanea è spesso segnato dalle contrapposizioni, il dibattito di ieri ha messo in risalto con la massima attenzione l’impegno di questi due grandi uomini che hanno messo sul campo della collettività il recupero della parola ‘dialogo’. Non è stato soltanto un dibattito dove c’è stato il confronto di idee, è stato un dibattito dove c’è stata la totale disponibilità del pubblico ad ascoltare, comprendere, ma soprattutto capire le esigenze della comunità territoriale. Al centro del dialogo di ieri due temi che Peppino Capobianco erede storico di Corrado Graziadei già all’epoca del suo impegno civile, politico, storico e culturale professava per la valorizzazione della società contemporanea di ‘Terra di Lavoro’, due temi che sono importanti per capire la relazione tra la cultura cattolica e quella laica: l’impegno nella comunità, la responsabilità verso gli altri, l’ascolto e la capacità di costruire ponti anche a partire da visioni differenti. Capire le figure storiche di Paolo Broccoli, e Monsignor Raffaele Nogaro significa oggi voler raccogliere e rilanciare: la possibilità di costruire un terreno comune mettendo al centro oggi la dignità della persona, la persona, la partecipazione e il bene della comunità territoriale. Un evento interessante che ha visto in sala il nome di Paolo Broccoli unito a quello di Monsignor Raffaele Nogaro da Massimo Cacciari nelle sue conclusioni finali del dibattito in sala: ”L’impossibile non è altro che l’ultimo grado del possibile, queste due grandi figure di statura intellettuale sono fondamentali per capire la valorizzazione sociale della politica. Il legame tra le due figure storiche affonda in una comune unione che supera le dimensioni politiche per farsi affinità elettiva.” Cacciari descrive Broccoli e Nogaro come due ‘costruttori di ponti’, proprio per la capacità del loro pensiero critico più elevato, di far dialogare mondi apparentemente distinti: il primo rigore dell’analisi marxista, il secondo con una profonda sensibilità laica e cattolica. Per Cacciari le due figure storiche della provincia di Caserta rappresentano la storia di una ricerca di una completa sintesi culturale per il bene comune. Con questo spirito di condivisione umana, Cacciari ha lanciato un messaggio chiaro: il riscatto del Mezzogiorno, ma soprattutto il riscatto della provincia di Caserta inizia dalla capacità di leggere, con rigore e metodo, la propria storia.
