Il progetto “Matrice Olivettiana” protagonista a LuBeC 2026
La tutela attiva del patrimonio non è più soltanto conservazione del passato, ma una forza generativa capace di ridisegnare il destino dei territori. È questa la visione strategica con cui la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento (SABAP) si presenta alla XXII edizione di LuBeC – Lucca Beni Culturali, il prestigioso cantiere internazionale dedicato alle politiche culturali e all’innovazione organizzato da Promo PA Fondazione.
Il capoluogo toscano e gli storici spazi del Real Collegio si apprestano a ospitare, il 14 e 15 ottobre2026, una delle edizioni più attese della rassegna, intitolata significativamente “RI-GENERAZIONI CULTURALI”. In un fitto programma di oltre 50 appuntamenti mirati a esplorare l’impatto delle nuove tecnologie, dell’accessibilità e del welfare culturale, il contributo scientifico della Soprintendenza guidata da Mariano Nuzzo è stato selezionato tra le proposte d’eccellenza degli Istituti del Ministero della Cultura. L’intervento ufficiale della SABAP si terrà giovedì 15 ottobre 2026 alle ore 12:00, presso la Sala E del MiC (al primo piano del Real Collegio), all’interno del panel “Strategie e prospettive per il settore culturale”. Curato dal Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale (DiT), l’incontro vedrà l’introduzione dell’architetto Cristina Bartolini (Dirigente del Servizio III della Dg Abap) e la moderazione dell’architetto Irene De Simone. A esporre la relazione dal titolo “L’eredità che genera futuro” saranno il Soprintendente Mariano Nuzzo, l’architetto Amalia Gioia e lo storico dell’arte Marianna Merolle. Al centro del dibattito, il ruolo cardine delle Soprintendenze non più come enti arroccati nella sola burocrazia del vincolo, ma come laboratori aperti, capaci di connettere la tutela alla creazione di economie culturali partecipate, vive e accessibili.L’eccellenza progettuale del casertano troverà spazio anche nell’area espositiva dello stand del MiC, grazie a un focus grafico dedicato a “Matrice Olivettiana. Terra di Lavoro, tracce di un paesaggio operoso”, coordinato dal funzionario promozione e comunicazione Mariangela Mingione. Finanziato dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea e inserito nel quadro nazionale del Piano Olivetti della Cultura, il progetto assume l’ex stabilimento d’avanguardia Olivetti di Marcianise come nucleo fondante per analizzare l’intero paesaggio industriale di Terra di Lavoro. Non si tratta di una semplice operazione nostalgica, bensì di una mappatura multidisciplinare che unisce ricerca, documentazione fotografica e processi di cittadinanza attiva. L’iniziativa si regge su una fitta e virtuosa rete territoriale che vede affiancati istituzioni e privati: dal Comune di Marcianise all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” (Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale), passando per il Consorzio ASI, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’hub di ricerca F²Lab, la cooperativa Casa del Contemporaneo, le scuole e il comparto imprenditoriale. “La partecipazione al LuBeC rappresenta un’importante occasione per condividere esperienze e visioni, rafforzando il dialogo tra tutela e valorizzazione e il confronto tra istituzioni impegnate nella cura del patrimonio culturale”, ha commentato il Soprintendente Mariano Nuzzo. “Il progetto ‘Matrice Olivettiana’ dimostra come la conoscenza del patrimonio, anche nelle sue espressioni architettoniche e industriali, possa diventare uno strumento di consapevolezza e rigenerazione territoriale”. Nuzzo ha inoltre lodato la sinergia istituzionale consolidata con la DG ABAP e il DiT, ribadendo che la condivisione delle buone pratiche rappresenta la chiave di volta per lo sviluppo futuro delle comunità.
In un momento storico in cui la cultura è chiamata a rispondere alle grandi sfide della sostenibilità, dell’inclusione e dell’identità, la presenza delle province di Caserta e Benevento a Lucca dimostra come il riscatto del Mezzogiorno passi da una progettualità scientifica rigorosa, innovativa e profondamente legata alla sua memoria industriale ed operosa.
