Il biologo e coordinatore regionale delle Guardie Giurate WWF accende i riflettori sull’inquinamento nascosto, sugli sversamenti illegali e sui rischi per il territorio campano. L’appello ai giovani e alle istituzioni: più controlli, partecipazione e impegno concreto per proteggere la salute collettiva.
Alessandro Gatto è in prima linea nella difesa dell’ambiente campano. Biologo specializzato in ecologia e coordinatore regionale delle Guardie Giurate WWF, è impegnato in un’attività di vigilanza che punta a contrastare gli illeciti ambientali e a portare l’attenzione su una delle emergenze più complesse del territorio: quella che va ben oltre i roghi tossici e si nasconde sotto la superficie, tra rifiuti abbandonati, sversamenti clandestini e possibili contaminazioni del suolo e delle acque.
La sua analisi parte da una considerazione precisa: la cosiddetta Terra dei Fuochi non può essere raccontata soltanto attraverso le immagini degli incendi. Esiste una dimensione meno visibile dell’inquinamento, che richiede controlli costanti, indagini approfondite e una collaborazione concreta tra cittadini, associazioni e istituzioni. È per richiamare l’attenzione su questa realtà che Gatto invita a guardare al problema anche come a una «Terra dei Veleni».
L’attività delle Guardie WWF si sviluppa sul campo, nelle campagne dell’Agro Aversano, lungo il litorale domizio e nelle aree meno frequentate, dove l’abbandono illecito dei rifiuti può sfuggire più facilmente ai controlli ordinari. La presenza sul territorio consente di individuare situazioni sospette, documentare eventuali criticità e contribuire, nel rispetto delle procedure previste, all’attività delle autorità competenti.
Un impegno che richiede tempo, conoscenza dei luoghi e sacrifici personali, ma che nasce dalla convinzione che la tutela ambientale sia una responsabilità collettiva.
Al centro dell’attenzione c’è anche il rapporto tra inquinamento e salute. La presenza di sostanze contaminanti nel terreno e nelle acque può comportare rischi differenti in funzione della loro natura, delle concentrazioni e dell’esposizione. Per questo sono fondamentali il monitoraggio scientifico, le analisi e la capacità di trasformare le segnalazioni in accertamenti verificabili.
A rendere più complesso il quadro è il possibile legame tra smaltimento clandestino dei rifiuti e attività economiche irregolari. Evitare i costi della gestione autorizzata degli scarti può alimentare circuiti illegali, mentre gli incendi possono compromettere elementi utili a ricostruire l’origine dei materiali. Contrastare questi fenomeni significa rafforzare la prevenzione e la collaborazione tra associazioni, forze dell’ordine e istituzioni.
Gatto richiama inoltre l’importanza di superare una visione del WWF limitata alla sola protezione degli animali. La salvaguardia della biodiversità comprende la tutela degli habitat, delle risorse idriche, del suolo e degli equilibri naturali dai quali dipende la qualità della vita.
Nell’area tra Napoli e Caserta, caratterizzata da una forte concentrazione abitativa e produttiva, la prevenzione assume un’importanza particolare. Le conseguenze di eventuali contaminazioni possono coinvolgere intere comunità e richiedono risposte coordinate, programmi di risanamento e informazioni trasparenti.
Da qui l’appello di Gatto ai cittadini e, soprattutto, alle nuove generazioni. La vigilanza ambientale ha bisogno di nuove energie, di persone disposte a partecipare e di una comunità che scelga di non restare indifferente. Parallelamente, sindaci e amministrazioni devono assumersi le proprie responsabilità, affinché la difesa del territorio non ricada soltanto sull’impegno dei volontari.
L’obiettivo è restituire ai giovani un ambiente più sano e la possibilità di costruire il proprio futuro nella terra in cui sono cresciuti.
Per informazioni sulle attività e per inviare segnalazioni, il nucleo indicato nell’appello mette a disposizione l’indirizzo e-mail [email protected].
La sfida lanciata da Alessandro Gatto è chiara: trasformare la preoccupazione in partecipazione e la denuncia in azione concreta. Perché proteggere l’ambiente significa difendere la salute delle persone e il futuro dell’intera comunità.
