Ph Marco Ferraro
Antonio Biasiucci racconta la sua mostra “Archetipi”
Inizia domani, venerdì 9 ottobre 2026, l’atteso ciclo di visite guidate esclusive alla Reggia di Caserta in compagnia di Antonio Biasiucci.
Uno dei più importanti maestri della fotografia contemporanea italiana guiderà personalmente i visitatori alla scoperta di “Archetipi”, l’imponente mostra antologica ospitata nelle monumentali sale del Palazzo Reale fino al prossimo 30 novembre 2026.
L’appuntamento di domani, previsto per le ore 17:00, darà ufficialmente il via a un trittico di pomeriggi d’autunno (i successivi si terranno il 13 e il 20 novembre, sempre allo stesso orario) concepiti per offrire al pubblico un’esperienza intima, immersiva e ravvicinata con la poetica dell’artista casertano. Si tratta di un’opportunità straordinaria per svelare la genesi dell’esposizione e comprendere il potente messaggio antropologico e filosofico nascosto dietro ogni singolo scatto, direttamente attraverso la voce dell’autore che l’ha ideata e curata in ogni dettaglio. La grande retrospettiva, curata dal Direttore del complesso vanvitelliano Tiziana Maffei con l’organizzazione di Valeria Di Fratta e Paola Servillo, rappresenta un punto di svolta nell’indagine culturale del museo sul linguaggio fotografico. Realizzata e prodotta dal Museo Reggia di Caserta in collaborazione con Gallerie d’Italia – Intesa Sanpaolo e Opera Laboratori, l’esposizione si snoda lungo un cammino di circa 300 fotografie organizzate in installazioni multimediali e polittici di straordinario impatto visivo. Il percorso espositivo non si limita a presentare una sequenza di immagini, ma costituisce un vero e proprio racconto visivo, profondamente radicato nel territorio d’origine dell’artista casertano. La Campania emerge come una regione densa di memorie, stratificazioni storiche e richiami culturali, sospesa tra antico e contemporaneo. Il cuore della mostra affonda le sue radici nella terra profonda del casertano, in particolare a Dragoni, paese natale dell’artista. Per Biasiucci, l’obiettivo fotografico non è un semplice registratore del reale, bensì il mezzo d’elezione attraverso cui il mondo reale si raccorda con il suo universo interiore. Egli conduce da anni un’indagine serrata e rigorosa sui temi universali dell’essere a partire dal suo vissuto personale, dove gli elementi autobiografici non sono semplici ricordi nostalgici, ma il nucleo originario da cui scaturisce l’intera sua poetica. Nelle mani di Biasiucci, elementi quotidiani e frammenti della cultura rurale vengono così trasfigurati in simboli eterni e archetipi assoluti. Il pane e il latte perdono la loro dimensione prettamente domestica e alimentare per trasformarsi, sotto una luce drammatica e contrastata, in corpi celesti, crateri lunari o meteoriti vaganti nel cosmo. I vulcani e il magma diventano metafore ancestrali che racchiudono il mistero magmatico della creazione terrestre, mentre i riti e i sacrifici animali – come i corpi imponenti delle vacche, l’uccisione rituale del maiale o i volti umani coperti da foglie – indagano il legame indissolubile tra la vita, la morte, la fede e la memoria collettiva di un intero popolo. Il percorso di visita guidata pensato per gli incontri con l’autore si sviluppa attraverso una calibrata progressione spaziale ed emotiva all’interno del Palazzo Reale. L’itinerario prende eccezionalmente il via dall’architettura sacra della Cappella Palatina, uno dei luoghi più suggestivi del complesso vanvitelliano. Qui sono stati installati 27 scatti sul tema degli ex voto, capaci di dialogare con la solennità dello spazio circostante e di introdurre il visitatore a una dimensione spirituale e rituale. Successivamente, il percorso si sposta nei volumi immensi della Gran Galleria dell’Appartamento della Gioia, dove l’allestimento monumentale accoglie il nucleo principale delle opere di Biasiucci. All’interno di queste sale, i visitatori potranno ammirare anche un gruppo di opere di eccezionale valore documentario ed evocativo, dedicato ai 250 anni dalla fondazione della Colonia di San Leucio. Attraverso lo sguardo del fotografo, i vecchi telai industriali, i rocchetti di seta e gli ingranaggi metallici del torcitoio abbandonano la loro funzione prettamente meccanica per farsi custodi silenziosi delle storie, delle fatiche e delle speranze di donne e uomini che hanno fatto la storia del Real Sito e dell’utopia borbonica.
Un aspetto particolarmente rilevante per il pubblico riguarda l’accessibilità dell’evento: l’iniziativa è infatti completamente compresa nel costo ordinario del biglietto di ingresso al museo o nel regolare abbonamento alla Reggia di Caserta, senza alcun sovrapprezzo per il servizio di guida d’eccezione. Per garantire un dialogo autentico, un confronto diretto con l’artista e un’esperienza di alto profilo culturale, gli appuntamenti sono aperti a un numero strettamente limitato di partecipanti, con un massimo di 25 persone ammesse per ciascuna visita guidata. Il punto di ritrovo per gli iscritti è fissato domani, e per i successivi appuntamenti del 13 e 20 novembre, alle ore 17:00 precise presso l’ingresso della Gran Galleria del Palazzo Reale. Tuttavia, data la stretta limitazione dei posti e la grande attesa per l’evento, la prenotazione è assolutamente obbligatoria. Gli interessati dovranno inviare al più presto una richiesta formale via e-mail all’indirizzo dedicato: [email protected]. L’organizzazione raccomanda di attendere la conferma scritta per assicurarsi l’accesso a quello che si preannuncia come uno dei momenti più significativi della stagione culturale autunnale della Reggia di Caserta.
