PH GIUSEPPE SORBO
“L’arte deve sempre dare libero corso a tutti i sentimenti e a tutte le sensazioni che gli capita di provare e non rifiutare nulla da cui sia naturalmente astratto”
(Amelia Di Monaco)
Grande successo ieri pomeriggio per il finissage conclusivo della mostra espositiva ‘RI-CONOSCERE IL LITORALE DOMIZIO’, il riscatto di un territorio con un passato di confine. Trasformazione e sviluppo del litorale domizio dagli anni 60 ad oggi.’ Il finissage si è svolto all’interno dell’Archivio di Stato di Caserta, ed affida al cinema e alla fotografia il compito di aprire un’ulteriore riflessione sul territorio. L’incontro ‘Il Litorale Domizio nel cinema e nella fotografia d’autore ‘è stato una grande occasione di confronto ieri pomeriggio per capire il ruolo delle immagini raccontate, interpretando e conservando la memoria di un paesaggio in trasformazione, restituendo la complessità, la storia e i molteplici caratteri che ne definiscono l’identità. L’evento tenutosi ieri si è aperto con una selezione di proiezioni curata dal regista Romano Montesarchio, che ha accompagnato il pubblico in un percorso audiovisivo dedicato alle molteplici rappresentazioni del litorale domizio. Attraverso opere e frammenti scelti personalmente dal regista, il cinema è diventato uno strumento di paesaggio, della memoria e delle trasformazioni sociali e culturali del territorio. Una grande occasione per capire le esperienze umane, le emozioni, che si sono concretizzate nelle immagini fotografiche costruite sapientemente che rappresentano uno dei luoghi più belli della Campania, attraverso lo sguardo dei tre grandi maestri della fotografia italiana: Gianni Fiorito, Salvatore Laporta, Giovanni Izzo. Nelle opere esposte afferma Mario Laporta che ha moderato il dibattito in sala, i tre grandi della fotografia evocano uno stato d’animo nella quale la percezione diviene anche cerebrale. I tre hanno condiviso con il pubblico il percorso creativo dei loro lavori. Attraverso il racconto dei loro scatti fotografici, delle scelte artistiche e delle esperienze maturate sul campo, gli autori hanno offerto uno sguardo inedito sul loro processo di costruzione delle immagini sul loro valore documentario. Negli anni Sessanta, il Litorale Domizio veniva celebrato come il futuro della costa italiana. Tanti progetti ambiziosi, gli investimenti milionari e una grande visione urbanistica all’avanguardia lo trasformarono in un simbolo di modernità, tanto da guadagnarsi l’appellativo “California d’Italia”. Un sogno che però si è scontrato con una realtà fatta di abbandono, speculazione edilizia e crisi ambientale. Per gli artisti, infatti il cammino dell’uomo nella natura era un viaggio che iniziava dall’abbandono del territorio, oggi un territorio purificato, rinato, che raggiunge uno stato di ritrovata totale valorizzazione ambientale. Il racconto si è soffermato dopo la presentazione in sala della Direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta Fortunata Manzi, sulla particolarità dei luoghi del litorale domizio, che apparivano al momento delle riprese cinematografiche e delle campagne fotografiche, restituendo una preziosa testimonianza delle trasformazioni del paesaggio e della comunità che lo abitano. Cinema e fotografia diventano così strumenti di memoria e di interpretazione del territorio, capaci di mettere in luce non solo i cambiamenti avvenuti nel territorio tramite il tempo, ma anche quei caratteri distintivi che, nel susseguirsi nel tempo e attraverso le trasformazioni, continuano a rappresentare l’identità e l’unicità superando stereotipi e narrazioni semplificate per restituire la complessità ed il valore paesaggistico storico e umano. Un successo incredibile per la mostra, l’esposizione si è posta come scopo principale attraverso le opere fotografiche di questi tre grandi maestri un percorso alternativo a tre anime che non include solamente le emozioni, ma aspirazioni che reintegrano il sentire e il sapere, la sensibilità, il pensiero, il cuore e il cervello in una ristabilita armonia. Ai microfoni di Radio Caserta Tv è intervenuto il sindaco di Villa Literno Valerio Di Fraia che ha espresso un concetto fondamentale sulla rinascita del Litorale Domizio: “Finalmente abbiamo restituito la bellezza straordinaria ad un territorio complesso la cui bellezza è stata barbaramente violata nel tempo. Restituendo la complessità di un territorio attraverso gli approcci distinti e complementari, gli autori ci mostrano cambiamenti che il paesaggio naturale ed antropico ha attraversato in una sorta di continuo conflitto tra sfruttamento e sostegno delle risorse naturali dell’area, confrontandosi con una ricchissima collezione fotografica degli anni 60’del secolo scorso.” Una vasta riflessione critica evidenzia in conclusione la Direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta Fortunata Manzi, una riflessione critica per capire un forte aspetto umano in conclusione del dibattito: “Si evidenzia la spiegazione del rapporto tra uomo, ambiente, sviluppo urbano, questi elementi ci offrono spunti per il dibattito futuro della costa domizia.”
