Un nuovo terrremoto giudiziario coinvolge la sanità Casertana, finiscono sotto il mirino dei Nas, un imprenditore di Castel Volturno ed un fisiatra di Mondrgone al centro dell’indagine dei Nas di Napoli, coordinati dalla Procura partenopea, sulle presunte truffe al Servizio Sanitario Nazionale attraverso le forniture di presidi ortopedici non autorizzati e visite fantasma. Si tratta di Giancarlo Tommasi, imprenditore di Castel Volturno e titolare dell’Ortopedia Acquaviva, e il fisiatra di Mondragone Pasqualino De Martino, già candidato alla Regione nella lista Fico Presidente. L’inchiesta conta complessivamente 109 indagati e le contestazioni a loro carico sono per associazione a delinquere, corruzione, falso e truffa. La Procura ha chiesto misure cautelari quali la custodia in carcere o gli arresti domiciliari per 86 persone e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per un’altra (per Tommasi sono stati proposti i domiciliari, per De Martino il carcere). Il gip ha fissato 43 interrogatori preventivi, dal 19 al 29 ottobre, riservandosi la decisione sulle misure. Ben sette le associazioni collegate a ciascuna attivià ortopedica quali: Acquaviva, Petta, Borrelli, Orthosalus, Oryhosanitaria Reale, Ortopedia Zungri Franco. Per imagistrati partenopei persone attaive nelle ortopedie, in caf e patronati avrebbero procurato la documentazione necessaria per le prescrizioni, false. Nell’indagine figurano anche l’Asl Napoli 1 Centro e l’Asl Napoli 2 Nord, tramite singoli operatori quali infermieri e medici compiacenti.
Al castellano Tommasi, considerato dalla Procura il deus ex machina, oltre all’ipotesi di associazione per delinquere, vengono contestati diversi presunti episodi di corruzione. Avrebbe quindi consegnato denaro e altre utilità a medici prescrittori per favorire Acquaviva: visite anticipate senza autorizzazione, accertamenti senza pazienti e dispositivi a carico del Ssn prescritti senza considerarne l’effettiva necessità. Tra i sanitari che Tommasi avrebbe corrotto la figura medica di Tommasi avrebbe poi corrotto Benedetto Caterino, allora ortopedico prescrittore dell’Asl Napoli 1 Centro: avrebbe effettuato rinnovi e collaudi dei presidi senza riscontri, sulla sola documentazione presentata da un dipendente di Acquaviva. Per Salvatore Mosca, fisiatra della stessa Asl, l’accusa richiama visite senza pazienti soprattutto in relazione ai collaudi. Le contestazioni a carico dell’imprenditore riguardano anche presunte dazioni ad Antonio Strangio, ortopedico in servizio nelle Asl Napoli 2 Nord e Napoli 1 Centro, e a Cosimo Chiummo e Pietro Diffidenti, rispettivamente ortopedico e fisiatra della Napoli 2 Nord. Il fine, secondo la Procura, sarebbe stato quello di far ottenere visite e prescrizioni favorevoli ad Acquaviva.
Altri operatori del settore compaiono invece negli episodi contestati a De Martino, all’epoca fisiatra prescrittore del distretto sanitario 18 di Succivo, Asl Caserta. Secondo l’accusa, Loredano Petta e Salvatore Borrelli, titolari delle omonime ortopedie, gli avrebbero dato denaro e altre utilità per ottenere prescrizioni di dispositivi indipendentemente dalle reali necessità dei beneficiari. Nel caso Borrelli, il medico avrebbe prescritto anche senza visitare i pazienti, sulla base di informazioni e documenti forniti dall’ortopedia.
