MONDRAGONE — La città di Mondragone è ormai un territorio fuori controllo. Dodici siti disseminati sul territorio sono diventati vere e proprie discariche a cielo aperto, trasformando quartieri e campagne in ambienti invivibili. Locazioni come Triglione, Stercolilli, Sancello, Canale Fosso Riccio, Torrente Savone, ex cava Iacobucci, San Mauro, Levagnole, Torre di Pescopagano, ma anche aree dietro lo stadio comunale, l’ITC Stefanelli e la strada verso il cimitero comunale, sono sommerse da immondizia, rifiuti tossici e materiali abbandonati. Ogni giorno che passa, la situazione peggiora, mentre le segnalazioni e le denunce si accumulano senza che nessuno intervenga concretamente.
In molte zone, alcune comunità rom occupano stalle, baracche e palazzi con totale impunità. A Loc Sancello, famiglie vivono in condizioni drammatiche: bambini piccoli costretti a dormire tra rifiuti e umidità, acqua e luce rubate senza alcun controllo, vecchie stalle trasformate in rifugi di fortuna. A Loc Stercolilli, ville e baracche occupate abusivamente pullulano di rifiuti e illegalità: furti di servizi essenziali e sporcizia diffusa rendono impossibile vivere in sicurezza.
Il fenomeno si estende anche ai Palazzi Cirio, dove decine di appartamenti sono occupati e alcuni residenti esercitano attività illegali, e a Via Savone, dove un intero palazzo è occupato e lasciato al degrado più totale. Le immagini che arrivano dai cittadini mostrano un quadro di abbandono totale, con rifiuti sparsi per le strade, scarichi abusivi e roghi occasionali che diffondono fumi tossici nell’aria.
Negli anni, la risposta delle istituzioni è stata assente o insufficiente. Le forze dell’ordine intervengono raramente e le bonifiche promesse non vengono mai realizzate. Così, illegalità e degrado prosperano fianco a fianco, mentre i cittadini onesti si trovano a dover convivere quotidianamente con furti, occupazioni abusive e sporcizia insopportabile.
Mondragone oggi è una città in ginocchio, dove i segnali di civiltà sono soffocati dall’illegalità e dall’indifferenza. Le comunità locali chiedono a gran voce interventi immediati: sgomberi, bonifiche, servizi di controllo e maggiore presenza delle istituzioni. Ma senza azioni concrete, il rischio è che queste zone diventino irreversibili, trasformando interi quartieri in luoghi invivibili, pericolosi e degradati.
Ogni giorno che passa senza risposte, il degrado avanza, e con esso il senso di abbandono e impotenza dei cittadini. Mondragone è oggi il simbolo di una città dove rifiuti, abusivismo e illegalità camminano mano nella mano, mentre le istituzioni continuano a guardare dall’altra parte.
