Valeria Golino alla Reggia di Caserta
Valeria Golino è stata ospite ieri pomeriggio della Reggia di Caserta nell’ambito della rassegna Maestri alla Reggia (quarto ed ultimo appuntamento) dedicata al dialogo tra grandi protagonisti della cultura e il pubblico.
L’incontro, molto partecipato, ha visto l’attrice e regista ripercorrere le tappe più significative della sua carriera, soffermandosi sul rapporto tra cinema, scrittura e libertà creativa. Intervistata dal critico cinematografico Federico Pontiggia, Golino ha condiviso riflessioni intime sul mestiere dell’attore e sul valore del racconto come strumento di comprensione del presente.
Tra aneddoti professionali e considerazioni sul ruolo dell’arte nella società contemporanea, l’incontro si è trasformato in un momento di confronto autentico, arricchito dalle domande del pubblico.
Ha spiegato come ‘La Gioia’ sia al centro dell’incontro con il pubblico. L’evento è stato un’occasione per parlare non solo della sua carriera, ma soprattutto del suo ultimo lavoro cinematografico uscito nelle sale e presentato alle Giornate degli Autori alla Mostra di Venezia.
Golino ha condiviso riflessioni personali sul film, sottolineando la bellezza di presentare la sua pellicola in un luogo così suggestivo come la Reggia e l’importanza dell’esperienza di lavorare con i colleghi, in particolare Jasmine Trinca, con cui ha un rapporto professionale molto positivo e profondo.
Ha parlato della trasformazione del progetto, rivelando che in origine era stata pensata per dirigere La Gioia lei stessa, prima che il regista Nicolangelo Gelormini prendesse la guida del film (secondo resoconti stampa esterni). In ogni caso, la sua interpretazione del personaggio è stata descritta come intensa, profonda e strettamente legata all’anima della protagonista, e questo ha segnato molto il suo coinvolgimento nel progetto.
Temi affrontati da Golino
Durante il talk, Golino ha quindi toccato vari aspetti legati al suo lavoro:
L’importanza di raccontare storie complesse, e in particolare di dare voce a personaggi come Gioia, che mostrano fragilità, desiderio di amore e isolamento.
La collaborazione con il cast e il regista, definendo il lavoro con Trinca e Gelormini come significativo per l’esperienza artistica del film.
Il valore dell’arte e del cinema come strumenti di riflessione, tema generale dell’incontro Maestri alla Reggia, dove ha dialogato con il pubblico sulla sua carriera e l’evoluzione artistica.
Poi una frase che potrebbe aprire a un ritorno a Caserta: “la Reggia è talmente bella che mi ha tolto il fiato. Sarebbe bello poter girare un film qui”.
