CASERTA – Dopo circa trent’anni, la prima barchessa a corona del piazzale della Reggia di Caserta è finalmente libera da armature, detriti e rifiuti. Si tratta dell’emiciclo su Piazza Carlo III, quello vicino alla Scuola Nazionale d’Amministrazione, un luogo che per decenni era stato nascosto dietro degrado e incuria.
Il recupero restituisce non solo la struttura, ma anche il pratone adiacente, restituendo alla Reggia un angolo prezioso e strategico, ricco di potenzialità culturali e turistiche. Per oltre vent’anni, quell’area era rimasta chiusa, ostacolata dall’accumulo costante di rifiuti e da interventi incompleti che ne impedivano la fruizione.
Questo spazio ha una lunga storia: già nel 1962 Giacinto Bosco immaginava qui un ruolo strategico per la Pubblica Amministrazione con la nascita della Scuola Nazionale d’Amministrazione a Caserta, cui seguirono il Centro Residenziale e Studi e l’Archivio di Stato, mai completato nella palazzina della Caserma Pollio. Oggi, liberando la barchessa, Caserta ha l’opportunità di trasformare quell’area in un luogo vivo, aperto alla cultura, agli eventi, ai convegni internazionali e all’accoglienza dei cittadini.
Per molti casertani, la barchessa è anche memoria personale: luogo di giochi d’infanzia, di cavalli e concorsi ippici, di autografi dei campioni. Liberarla significa restituire alla città non solo un patrimonio architettonico, ma anche un pezzo di storia collettiva, un segnale di resilienza e di rinascita per il futuro.

