Una morte improvvisa, piena di interrogativi, su cui ora la magistratura vuole fare chiarezza. La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti per il decesso di Sofia Di Vico, 15 anni, giovane cestista originaria di Maddaloni, morta mentre si trovava a Ostia per partecipare a un torneo.
La tragedia si è consumata durante una cena con la squadra. La ragazza avrebbe iniziato a sentirsi male all’improvviso, fino al collasso. Tra le ipotesi al centro degli accertamenti c’è quella di una reazione allergica, probabilmente legata alle proteine del latte, ma al momento non ci sono certezze e il quadro resta complesso.
Gli investigatori stanno passando al setaccio ogni dettaglio. Sotto verifica la gestione della cena: si dovrà accertare se le informazioni sull’allergia della giovane siano state correttamente trasmesse e rispettate, e se siano state adottate tutte le precauzioni necessarie per evitare contaminazioni.
Un punto cruciale riguarda anche il dispositivo salvavita. L’iniettore di adrenalina utilizzato nei momenti più drammatici non avrebbe avuto l’effetto sperato. Ora sarà sottoposto ad analisi per escludere difetti o anomalie che possano aver compromesso il soccorso immediato.
Non meno rilevante la ricostruzione della macchina dei soccorsi. Il primo intervento sanitario è avvenuto senza la presenza di un rianimatore, mentre il personale specializzato è arrivato solo in un secondo momento, quando la situazione era già precipitata. Un ritardo che potrebbe rivelarsi determinante nella valutazione complessiva dei fatti.
L’inchiesta dovrà chiarire se si sia trattato di una tragica fatalità o se vi siano state falle, errori o sottovalutazioni lungo la catena degli eventi. Intanto resta il dolore di una famiglia che chiede verità e responsabilità per una morte che, a oggi, continua a lasciare troppe domande senza risposta.
