Come tutti i festival che si rispettano anche Caserta la Città delle donne merita il suo dopofestival, un momento di celebrazione della brillante iniziativa in corso dal 6 all’8 marzo voluta dal presidente della Fondazione Orizzonti coordinato da Donatella Cagnazzo, co-partner BCC Terra di Lavoro San Vincenzo De Paoli, la Camera di Commercio e Confindustria, di riflessine utile, forse, a migliorare le prossime edizioni che spero diventino appuntamento annuale per la città.
Gli eventi hanno avuto la caratteristica di essere “diffusi”: dall’archivio di Stato, Piazza Gramsci, Piazza Margherita, Via Mazzini, Belvedere di San Leucio.
Il festival prende spunto dallo Statuto leuciano di Ferdinando IV di Borbone, che per primo ha sancito la parità di genere 250 anni fa, per presentare al territorio le eccellenze femminili dei nostri giorni in una evoluzione di competenze, capacità naturale. Sono intervenute scrittrici, scienziate, pittrici, influencer, scultrici, chef, onorevoli, donne con cariche istituzionali pubbliche e private del territorio, imprenditrici, atlete. Donne capaci di dimostrare che il loro talento è una risorsa ma possiedono anche l’energia utile a riprogettare, a ridisegnare il presente.
Gli assi portanti del festival sono stati la FEM, Festa dell’Editoria Femminile col padiglione a Piazza Carlo di Borbone, che ha dato spazio e voce all’universo femminile dalle scrittrici più note alle emergenti ; Creator Hub a piazza Margherita luogo di voci digitali al femminile; HERitage al Belvedere di San Leucio con talk e conversazioni per indagare il femminile mediante temi come i diritti delle donne, il lavoro, l’educazione, la salute; Piazza Gramsci col villaggio delle donne , la parte più creativa ed inclusiva del festival con performance di artiste, musica, giochi per bambini.
Altre iniziative collaterali come Sorsi d’Arte organizzato da Mary farina e Augusto Ozzella di Cosmoart, la presentazione del Manifesto parlante a Confindustria presidente Luigi Della Gatta, la presenza di Catena Fiorello al Vovopacomio hanno fatto parte del panel del festival.
Cosa resterà a Caserta di tanto lavoro e per tante presenze prestigiose, testimonianze vive, partecipate? Sicuramente un modello riuscito, che ha avuto un grande successo di pubblico, grande vivacità e partecipazione in città.
Cosa vorrei migliorasse nelle prossime e future edizioni che auspico per Caserta? La comunicazione stampa, il coinvolgimento e il coordinamento con tutti gli attori protagonisti della città, quelli che tengono viva la città gli altri 362 giorni dell’anno, dei rappresentanti delle categorie di settore. Una diffusione degli eventi negli altri luoghi della città e non solo dell’asse Reggia- Via Mazzini per riconoscere pari dignità a tutta la città. Un invito va poi agli organizzatori di Sorsi d’Arte, alla 2° edizione quest’anno, la città ha tanti store che possono diventare gallerie d’arte per qualche giorno oltre quelli di Via Mazzini, allargare a loro il progetto. Ancora dare pari dignità e valore alle performance di tutte le donne partecipanti all’evento, anzi, come sarà possibile partecipare alle prossime edizioni? Infine, ma non per ultimo, includere nel progetto Casertavecchia e le altre frazioni, eccellenze della città di Caserta, perché la città non diventi salotto per qualcuno, non lasciare indietro nessuno e creare un hub turistico diffuso in tutta la città.
