Fonte (Archivio di Stato)
I lupi san leuciani. Nel Giugno 1829, accadde a San Leucio un episodio che fece scalpore. Nel monte Sommacco, fu ferita, dai guaradiacaccia una lupa che aveva fatto la tana con cinque lupacchiotti. A quell’epoca, era previsto un premio in danaro per chi uccideva un “animale da rapina”, cioè un animale predatore. Erano considerati tali, volpi, donnole, faine, rapaci, gatti sevatici ed, anche, cani randagi.
La lupa abbandonò a se stessi i cinque piccoli che furono trovati da alcuni paesani, i quali portarono i cuccioli al Guardiamaggiore. Costui li portò al Sovrano che si trovava, in quei giorni, nella Reggia di Caserta. Non si conosce la decisione presa dal Re. Si ipotizza che essi siano stati mantenuti in vita, perchè lo stesso Guardiamaggiore, tempo dopo presentò una lista di spesa, per la loro presa, di 36 ducati. Una cifra ragguardevole, che, tuttavia, gli fu riconosciuta, dal Sovrano, solo per 10 ducati, anche per accontentare i paesani che avevano trovato i piccoli lupi.
La motivazione di questa decisione si spiegava con il fatto che era previsto un premio solo per animali da preda uccisi e non per quelli catturati.
Un episodio accaduto duecento anni fa che, a quanto si legge nelle cronache, sarebbe potuto accadere anche nei nostri giorni, visti i numerosi avvistamenti di lupi in aree urbane.
