Preoccupazione a Caserta per l’aumento delle nuove diagnosi di Hiv nei primi mesi del 2026. Secondo quanto riferito da Caterina Sagnelli, direttrice dell’Unità operativa di Malattie infettive dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano, tra gennaio e febbraio sono stati registrati quattro nuovi casi, quasi lo stesso numero dell’intero 2025, quando i pazienti diagnosticati furono cinque.
Un dato che accende i riflettori soprattutto sui giovani tra i 20 e i 30 anni, oggi sempre meno informati sui rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili. «Negli anni ’90 la sensibilizzazione era molto forte, oggi invece se ne parla molto meno e i ragazzi si sottopongono raramente ai test», spiega Sagnelli.
L’ospedale di Caserta segue attualmente oltre 400 pazienti con infezione da Hiv ed è centro di riferimento per la rete delle infezioni sessualmente trasmesse. Nonostante le paure ancora diffuse, gli specialisti ricordano che oggi le terapie permettono alle persone sieropositive di condurre una vita normale, avere figli e mantenere un’aspettativa di vita simile a quella della popolazione generale.
Per favorire la prevenzione, la struttura ha attivato servizi di screening gratuiti e anonimi per Hiv, epatiti e sifilide, accessibili senza prenotazione. È inoltre disponibile la PrEP, la profilassi pre-esposizione che riduce il rischio di contrarre il virus nelle persone più esposte.
L’obiettivo resta quello di rafforzare informazione, prevenzione e diagnosi precoce, soprattutto tra i più giovani, per contrastare la diffusione delle infezioni sessualmente trasmissibili.
